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«Duomo di Finale irrecuperabile». Lavori urgenti per salvarlo

L'organo coperto di guano

A sei anni dal sisma si affida l’appalto per sistemare la chiesa inagibile. La perizia: «Strutture lignee, facciata e organo gravemente danneggiati»

FINALE. Una perizia urgente, firmata dall’ingegnere architetto Micaela Goldoni, accelera i lavori sul Duomo, da quasi sei anni pressoché abbandonato e subaffittato alle colonie di piccioni che lo hanno colonizzato. Ma la fotografia che offre la progettista dell’intervento è allarmante tanto che l’Arcidiocesi, ottenuti tutti i pareri dopo un iter di quattro anni, ha ritenuto di affidare celermente i lavori di ripristino. E così a piano finiscono oltre 3.5 milioni di euro, che verranno affidat ...

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FINALE. Una perizia urgente, firmata dall’ingegnere architetto Micaela Goldoni, accelera i lavori sul Duomo, da quasi sei anni pressoché abbandonato e subaffittato alle colonie di piccioni che lo hanno colonizzato. Ma la fotografia che offre la progettista dell’intervento è allarmante tanto che l’Arcidiocesi, ottenuti tutti i pareri dopo un iter di quattro anni, ha ritenuto di affidare celermente i lavori di ripristino. E così a piano finiscono oltre 3.5 milioni di euro, che verranno affidati alla miglior impresa scelta tra dieci concorrenti.

Così è ridotto il Duomo di Finale


Bisogna fare in fretta, lo certifica anche la Goldoni della Società Cooperativa Politecnica, incaricata della progettazione definitiva ed esecutiva. «La situazione di degrado - scrive l’ingegnere Giuseppe Iadarola, responsabile del procedimento per conto della Diocesi - è notevolmente peggiorata rispetto a quella del 2012 ed ha dichiarato l’estrema urgenza dell’esecuzione dei lavori per non aggravare ulteriormente i danni sia alle parti di finitura ed ai decori sia alle strutture voltate; le strutture lignee installate dai Vigili del Fuoco nel 2012 ed esposte alle intemperie non danno più garanzie prestazionali per cui sono state installate. C’è l’estrema urgenza di adottare le misure ritenute utili per avviare e concludere l’intervento di restauro e ripristino della chiesa dei Santi Filippo e Giacomo nei tempi più rapidi possibili».

Ciò che sta avvenendo in chiesa lo racconta invece l’ingegnere Goldoni. «I risultati del sopralluogo hanno portato alla convinzione che il progredire dei fenomeno di degrado ha portato ad una situazione nella quale ogni ulteriore rinvio degli interventi non potrà che indurre danni non più recuperabili alle opere, con anche incrementi sensibili dei costi complessivi per il recupero della chiesa. È stato rilevato che la copertura della navata centrale in corrispondenza della facciata è in parte crollata e, nonostante la copertura provvisoria, gli agenti atmosferici stanno gravemente danneggiando le strutture lignee della copertura, la volta in gesso e arelle, l’organo, la facciata. Inoltre le reti che dovevano impedire l’ingresso dei piccioni sono deteriorate, permettendo loro di colonizzare la chiesa dove sono presenti arredi lignei di pregio quali il coro, i confessionali oltre agli elementi decorativi delle cappelle laterali dell’abside.

Grossi problemi sono stati riscontrati anche nel campanile dove il maltempo e i colombi stanno danneggiando le campane e le strutture di sostegno.

Per sistemare tutto serviranno tempo e soprattutto soldi, già messi a bilancio dalla struttura commissariale: 1,5 milioni di lavori e soprattutto quasi due milioni per le decorazioni e i beni storici, che non possono più attendere. (fd)