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Alle Rodari di Modena: gli armadi parlanti che raccontano storie e nascondono bambini

Quando è stata l’ultima volta che avete sentito parlare un armadio? Forse guardando “La Bella e la Bestia”, quando gli oggetti del castello svelano la loro anima. Quando è stata l’ultima volta che vi...

MODENA. Quando è stata l’ultima volta che avete sentito parlare un armadio? Forse guardando “La Bella e la Bestia”, quando gli oggetti del castello svelano la loro anima.

Quando è stata l’ultima volta che vi siete buttati dentro ad un armadio per vedere cosa ci fosse al suo interno? Forse tutti i giorni, cercando di tenerlo in ordine.

Ma mai avete visto un armadio raccontare storie. Un armadio che, tra l’altro, di storie ne ha invece ascoltate parecchie. Un armadio dei più classici che riempio ...

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MODENA. Quando è stata l’ultima volta che avete sentito parlare un armadio? Forse guardando “La Bella e la Bestia”, quando gli oggetti del castello svelano la loro anima.

Quando è stata l’ultima volta che vi siete buttati dentro ad un armadio per vedere cosa ci fosse al suo interno? Forse tutti i giorni, cercando di tenerlo in ordine.

Ma mai avete visto un armadio raccontare storie. Un armadio che, tra l’altro, di storie ne ha invece ascoltate parecchie. Un armadio dei più classici che riempiono le nostre scuole, metallo che quando va bene nasconde la ruggine, quando va molto bene è anche colorato e non tristemente accantonato in fondo a destra in ogni classe con le porte ormai sbilenche e i cardini ormai frustrati dal continuo “apri e chiudi” che dura da decenni.



E questo è solo l’inizio degli armadi parlanti, che in futuro potrebbero raccontare tutte le attività della scuola, dalla musica al teatro, anche in lingua inglese. Un biglietto da visita un po’ ingombrante, che non si può tenere nel portafoglio, ma che disegna perfettamente l’equilibrio che la scuola di oggi dovrebbe offrire, tra passato e futuro per raccontare il presente in un modo accattivante.

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