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Modena: i baby programmatori alle scuole “King” di Portile

«Metti così il codice e il blocco si muove». Alla scuola primaria Martin Luther King gli alunni sono programmatori e tutor. Tastiere alla mano, hanno creato ieri sei versioni personalizzate di...

Modena, scuole Luther King di Portile i bambini sono programmatori Alla scuola primaria Martin Luther King gli alunni sono programmatori e tutor. Tastiere alla mano, hanno creato sei versioni personalizzate di Breakout, il celebre videogioco di oltre quarant’anni fa. Nell’originale si usa una barra orizzontale per abbattere mattoncini posti in alto. Lo produceva Atari, la casa riscoperta da Steven Spielberg nel film “Ready player one”. E super ready (ovvero pronti) erano le giovanissime e i giovanissimi ieri al Woodkit della scuola. Video di Gino Esposito Interviste di Gabriele Farina L'articolo

MODENA. «Metti così il codice e il blocco si muove». Alla scuola primaria Martin Luther King gli alunni sono programmatori e tutor. Tastiere alla mano, hanno creato sei versioni personalizzate di Breakout, il celebre videogioco di oltre quarant’anni fa. Nell’originale si usa una barra orizzontale per abbattere mattoncini posti in alto. Lo produceva Atari, la casa riscoperta da Steven Spielberg nel film “Ready player one”. E super ready (ovvero pronti) erano le giovanissime e i giovanissimi al Woodkit della scuola.

C’è stato chi ha ideato una versione a due palline rimbalzanti sul pad, la barra mobile utilizzata nel gioco, e chi ha aggiunto il nome dell’autrice sullo sfondo del gioco. Per quattro alunni la lezione di ieri chiudeva il laboratorio di coding e robotica educativa avviato della scuola. Un percorso a tappe tra programmazione con robot Lego e codifiche con particolari cubi. Per altri due era invece il primo appuntamento. Mentre le mamme compilavano i moduli, i nuovi arrivati erano seguiti dai piccoli veterani e dalle maestre della primaria Rodari Angela Russo e Mirta Pagliaro. La prima utilizzava un computer collegato ad un proiettore per spiegare le istruzioni, passo dopo passo. La seconda girava tra i banchi per fornire un supporto in tempo reale alle alunne e agli alunni. Insieme hanno compiuto i passi del laboratorio “Scratch e Scratch Junior, da storytelling al videogioco” facendo muovere “sprite”, ovvero personaggi digitali quali un animaletto o un aereo.

Dopo il riscaldamento, la maestra Russo ha spiegato loro il nuovo progetto per “Rimbalzo”. Il videogioco sulla scia di Breakout è stato da lei illustrato come una costruzione a più piani, i cui mattoncini non erano però reali, ma virtuali.

«Gli alunni sono nativi digitali - ha confermato la maestra Russo - e sono bravissimi. Partecipano volentieri ai laboratori, poi tornano in classe e li propongono sia agli insegnanti sia ai compagni. Imparano molto più dei grandi».

«Siamo partiti dalla programmazione con carta e penna - ha concluso la maestra Pagliaro - per utilizzare diversi strumenti». E così è nato Kit, il King Institute Tecnology.

Gabriele Farina
 

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