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Modena, metti il rock dietro alle sbarre

Nel carcere modenese è nata una band di detenuti musicisti L’iniziativa grazie all’associazione Rock No War guidata da Giorgio Amadessi

Rock No War, Marco Ligabue e Johnny Larosa suonano con i detenuti La musica come forma di riscatto, come mezzo attraverso il quale ricostruire la propria vita, uno strumento di cui servirsi per reinserirsi all'interno delle dinamiche sociali esterne al carcere. È questo il principale obiettivo dell'iniziativa, giunta ormai al suo sesto appuntamento, che si svolge presso il carcere Sant'Anna di Modena e che ha come protagonisti i detenuti i quali, grazie all'impegno dell'associazione Rock No War, stanno divenendo passo dopo passo veri e propri musicisti. E ad aiutarli giovedì c'erano anche Marco Ligabue e Johnny La Rosa

MODENA. La musica come forma di riscatto, come mezzo attraverso il quale ricostruire la propria vita, uno strumento di cui servirsi per reinserirsi all'interno delle dinamiche sociali esterne al carcere. È questo il principale obiettivo dell'iniziativa, giunta ormai al suo sesto appuntamento, che si svolge presso il carcere Sant'Anna di Modena e che ha come protagonisti i detenuti i quali, grazie all'impegno dell'associazione Rock No War, stanno divenendo passo dopo passo veri e propri musicisti.

Ne hanno dato prova l’altro giorno durante l'incontro dal titolo “Rock is Free”: sono stati infatti proprio i detenuti, uniti in una band chiamata “Sing Sing” che debutterà ufficialmente il 21 giugno, ad esibirsi in nuovi e vecchi brani scritti proprio da loro. «Per me la musica è tutto- ha raccontato Cristian, uno dei membri del gruppo-. Mi trasmette tutta una serie di emozioni che non riesco a spiegare, colma i momenti vuoti e riempie il tempo perduto. Credo davvero che questo progetto sia il miglior strumento di reinserimento che ci è stato messo a disposizione».

A sottolineare l'importanza della musica in un contesto complesso come quello carcerario anche un altro detenuto, Vincenzo: «Tutto questo ci fa credere in noi e nella nostra forza, nonostante il mondo in cui viviamo la nostra quotidianità. È proprio la musica a darmi la speranza, una speranza che lotta ogni giorno contro la cattiveria del mondo, contro la depressione dentro la quale puoi sprofondare se vivi i tuoi giorni in carcere».

A seguire la band creata dai detenuti è Natalino Di Mezzo, volontario dell'associazione “Rock no War”, il quale ogni lunedì va al Sant'Anna per guidare i ragazzi nella stesura dei testi, nella cura delle melodie e nelle prove del gruppo. Tutti i detenuti che hanno suonato hanno ringraziato Natalino per il lavoro che sta svolgendo e a farlo è anche il presidente dell'associazione, Giorgio Amadessi: «Ogni volta che assistiamo a questi eventi è un'emozione nuova. Abbiamo compreso quanto questo progetto sia importante per i detenuti, lo leggiamo nei loro occhi che sono totalmente cambiati rispetto alla prima volta che li abbiamo conosciuti. Siamo contenti di questo, è la nostra più grande ricompensa». Ospite dell'iniziativa il cantante Marco Ligabue che con la sua grinta ha coinvolto tutti i presenti; «Non è la prima volta che suono in un carcere- ha dichiarato- ma mi rendo conto di come ogni volta sia diverso, perché diverse sono le storie delle persone che ho davanti. Persone nei cui occhi leggo una grinta ed una voglia di rivincita che solo la musica ti sa dare. È questo il messaggio importante: trovare sempre la forza e il coraggio di affrontare le sfide».
 

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