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Scappini: pittura, compagna di vita e di viaggio per capire il mondo

Mattia Scappini, prof. al Venturi, è anche scultore «Non amo le “Pr” e mi sento un artista all’antica»

MODENA. Dipingere, nel 2018, è un “mestiere” di nuova creazione. Molto diverso da quello che facevano gli artisti del secolo scorso e sicuramente lontanissimo da quello che facevano nelle epoche precedenti. Ne parliamo con il talentuoso Mattia Scappini, classe 1983, di Modena, pittore e insegnante presso il liceo artistico Venturi. «La parola dipingere si riferisce a qualcosa di molto mutevole a seconda del periodo storico - esordisce Mattia - Credo che il dipingere di oggi sia fatto, in buo ...

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MODENA. Dipingere, nel 2018, è un “mestiere” di nuova creazione. Molto diverso da quello che facevano gli artisti del secolo scorso e sicuramente lontanissimo da quello che facevano nelle epoche precedenti. Ne parliamo con il talentuoso Mattia Scappini, classe 1983, di Modena, pittore e insegnante presso il liceo artistico Venturi. «La parola dipingere si riferisce a qualcosa di molto mutevole a seconda del periodo storico - esordisce Mattia - Credo che il dipingere di oggi sia fatto, in buona parte, di pubbliche relazioni, di incontri e di collaborazioni con altre figure professionali. Forse non è del tutto una novità ma l'artista del 2018 passa poco tempo in laboratorio. Personalmente pecco molto in questo senso e sono quindi di stampo antico.

Capisco di essere fuori tempo e mi ripeto spesso che dovrei curare meglio questi aspetti. Poi c’è tutto il tema della creatività: per quanto basilare sia la creatività all'interno della ricerca di un artista, sono convinto che il pensiero razionale debba essere dominante. La creatività spesso abusata e travisata, trova sfogo solo se guidata da un'idea. Faccio parte di chi agisce di testa e non di pancia. Ciò detto, il mio coinvolgimento emotivo con l'immagine e con la materia non si raffredda mai. L'idea progettuale, frutto di un ragionamento astratto, si concretizza nella pittura e nel dipingere». Nei suoi lavori, troviamo la rappresentazione di territori di confine fra ambientazioni naturalistiche e ambientazioni astratto-metafisiche, spazi in bilico fra una realtà concreta e una realtà artificiosa, per un ritratto inedito del mondo contemporaneo occidentale. «La pittura è per me una compagna di vita e una compagna di viaggio.

Una necessità e uno strumento di racconto e di confronto. Un modo per analizzare me stesso e ciò che mi circonda, per capirlo e per ridefinirlo. La mia passione per l'arte - racconta Mattia - è nata molto tempo fa. Già da piccolo ero solito disegnare molto. Più recentemente, grazie ai corsi frequentati in Accademia, ho iniziato a dedicarmi completamente alla pittura. Fra le tecniche, preferisco senza alcun dubbio la pittura ad olio. Tuttavia, lavoro spesso anche con grafite o acquerello. Inoltre lavoro con i materiali della scultura, principalmente pietra e legno. Nella progettazione di un nuovo lavoro - racconta Mattia - prendo spunto sia dalle architetture urbane che dalle strutture naturali, osservandole spesso in modo microscopico e macroscopico. Solitamente si tratta di una operazione di pulizia e di sottrazione per ricercare l'essenza di quanto ho visto. Inoltre, anche le più varie forme di comunicazione come il cinema, la musica o la parola scritta, possono essere per me fonte di ispirazione». Attualmente,

Mattia si sta occupando di un’interessante ricerca intitolata HG, ovvero il simbolo chimico del Mercurio, che contiene immagini dove lo stato della materia non è del tutto definito e domina la trasformazione. «Le opere si compongono di due parti che possono essere unite in due soluzioni differenti - anticipa l’artista - In altre parole, l'opera comprende due immagini diverse a seconda di come viene istallata e questa modalità mi permette di far convivere due spazi opposti». Per maggiori informazioni sul lavoro di Mattia Scappini: scappinimattia.wordpress.com