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“Damedeo”  I piatti della tradizione per sentirsi in famiglia

Le ricette delle nonne rivivono al ristorante “Damedeo” di Francesca Faenza «Il pranzo della domenica era un momento sacro: ho ricreato quegli attimi» 

MODENA Un tributo alla tradizione, alle grandi tavolate di una volta, dove si potevano assaggiare ottime di specialità in un’atmosfera calorosa: quella della famiglia, un porto sicuro in cui rifugiarsi e fare riferimento in ogni circostanza. Si respira questo al ristorante “Damedeo”, inaugurato lo scorso 17 settembre a Modena. Una perla incastonata nella “trinità” formata da Ghirlandina, Palazzo ducale e Casa museo Enzo Ferrari, come il ristorante stesso viene definito sul sito stesso. Il lo ...

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MODENA Un tributo alla tradizione, alle grandi tavolate di una volta, dove si potevano assaggiare ottime di specialità in un’atmosfera calorosa: quella della famiglia, un porto sicuro in cui rifugiarsi e fare riferimento in ogni circostanza. Si respira questo al ristorante “Damedeo”, inaugurato lo scorso 17 settembre a Modena. Una perla incastonata nella “trinità” formata da Ghirlandina, Palazzo ducale e Casa museo Enzo Ferrari, come il ristorante stesso viene definito sul sito stesso. Il locale è condotto da Francesca Faenza, la quale si occupa di prenotazioni, accoglienza, controllo del personale.

Francesca, come le è venuta l’idea di far nascere quest’avventura?

«Il ristorante nasce dal mio ricordo di quand’ero piccola, di quando andavamo tutti a mangiare da mia nonna tutti insieme intorno a questa tavolata che radunava tutti i parenti. Era un momento sacro. La nostra famiglia tiene molto alle tradizioni. Ed è nitida in me l’immagine della mia nonna che la domenica preparava pasta fatta in casa come tortellini, lasagne, tortelloni e bolliti. Così, nel tempo ho voluto rivivere questa tradizione ed emozione creando un ristorante che potesse accogliere i clienti in un ambiente che trasmettesse la sensazione di casa. Di domenica a pranzo insieme in un luogo dove si possono assaporare i prodotti del nostro territorio».



Anche l’arredamento è un tuffo nel passato...

«Quando si entra nel nostro ristorante i clienti apprezzano il salotto con poltrone Frau di una volta. Una libreria con oggettistica sempre antica, le spazzole di una volta... C’è anche un camino finto ma veritiero grazie alle nuove tecnologie. Dopo il bancone del bar si scendono tre gradini e si entra nella sala ristorante con una cinquantina di posti. A fianco c’è un cancello, anche questo disegnato da me, costituito dalle vecchie balaustre in ghise stile barocco del Palace Hotel. Con un ingegnere abbiamo realizzato un bellissimo cancello che divide la zona accoglienza dal ristorante. Le balaustre erano di mio nonno Franco. All’insegna di un filo conduttore che prosegue. La sala è decorata con specchi attaccati alle pareti uno diverso dall’altro, scritte nel muro che fanno riferimento alla cucina. La mise en place è formata da piatti personalizzati con il nostro logo».

Modena, quindi, può vantare una vocazione turistica.

«Sì, i clienti provengono sia da Modena, che da fuori. Accogliamo americani, tedeschi, spagnoli, giapponesi e un po’ di francesi. Il locale è aperto al pubblico ma a differenza di prima abbiamo fatto un forte lavoro di ristrutturazione ad agosto 2017 per renderlo indipendente rispetto all’hotel».

Il carrello dei bolliti e degli arrosti
amato da clienti di tutto il mondo

Il re del ristorante è il carrello dei bolliti e degli arrosti. «Una tale gioia agli occhi e al palato che porta spesso i nostri commensali ad alzarsi, per osservare queste carni così morbide e tagliate al momento, da far venire ancor di più l’acquolina in bocca - commentano dal ristorante - una vera opera d’arte. I bolliti prevedono diversi tagli di carne. Non tutte le carni possono essere cotte insieme, quindi è necessario utilizzare diverse pentole, si aggiungono poi sale grosso, carote, cipolla e prezzemolo».
Qual è il segreto per realizzare un bollito mozzafiato come questo, che sia un piacere per gli occhi e al tempo stesso per il palato? «Lasciar bollire a fuoco lento per almeno tre ore. Gli arrosti, invece, prevedono fesa di vitello, lombo di maiale al latte e lombo di maiale al vino. Le carni vengono servite al tavolo direttamente dal carrello ancora fumanti ed accompagnate da salsa verde, salsa gialla e mostarda di mele, in deliziose tazze finemente decorate, per far sentire i nostri clienti come a casa».