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Le scarpe Gia Couture Una “febbre” asiatica per la nuova collezione

Linea disegnata da Barbara Borghini e ispirata all’Oriente Trionfo di colori, lacci in velluto e romantiche infradito

Una febbre asiatica ha colpito il fashion system. Kimono, cinture obi, pantaloni hakama, le calzature geta fanno ormai parte del nostro guardaroba. E anche Barbara Borghini, shoes designer di Gia Couture, non è stata immune a questa influenza, disegnando una delle più belle collezioni per la sua linea di calzature nata nel gennaio 2016. Barbara ha trasformato la sua passione per la moda in un lavoro: dopo la laurea in scienze della comunicazione, marketing e pubbliche relazioni, un master in ...

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Una febbre asiatica ha colpito il fashion system. Kimono, cinture obi, pantaloni hakama, le calzature geta fanno ormai parte del nostro guardaroba. E anche Barbara Borghini, shoes designer di Gia Couture, non è stata immune a questa influenza, disegnando una delle più belle collezioni per la sua linea di calzature nata nel gennaio 2016. Barbara ha trasformato la sua passione per la moda in un lavoro: dopo la laurea in scienze della comunicazione, marketing e pubbliche relazioni, un master in fashion design al Polimoda di Firenze ed un'esperienza nel settore fashion di oltre 18 anni, ha deciso di lanciarsi in questa avventura: creare scarpe che mixino il fashion al quotidiano realizzate interamente a mano da artigiani toscani.

Il nome Gia è un omaggio a Gia Marie Carangi, famosissima modella statunitense della fine degli anni Settanta e gli inizi anni Ottanta, apparsa sulle copertine delle riviste di moda più importanti come Vogue e Cosmopolitan, e protagonista di diverse campagne pubblicitarie per Armani, Christian Dior, Versace e Yves Saint Laurent. Considerata la prima supermodella, è morta molto giovane, affidando il suo nome al firmamento delle stelle del mondo della moda. Una donna di carattere, energica, come quelle a cui si ispira Barbara per creare le sue scarpe. Dopo aver conquistato il cuore di influencer come Chiara Ferragni e Gianluca Vacchi con le pantofoline con il pelo di agnello ricamate a mano, una diversa dall'altra, (peculiarità che rende le Gia uniche nel panorama di questo prodotto), il modello più gettonato ora è quello dal sapore orientale già proposto in passato con fiori di ciliegio alla giapponese, ma anche quello di ispirazione turca con ramage dorati e punta leggermente all'insù.

La collezione primavera-estate ha una parte dedicata alla “bandana” che non tutti sanno essere di origine hindi, che comprende tronchetti elasticizzati dal tacco kitten in rosso, nero e verde prato con decori jacquard; i sabot in jersey con tacco a rocchetto e bandana rossa o la versione in pelle bianca con bandana nera. Completano la proposta deliziose infradito in velluto con lunghi nastri che lasciano il piede sensualmente nudo. Sandali in velluto con fascetta solo per l'alluce con tacco 6 centimetri e nastri che avvolgono al caviglia. La linea Gia Couture è venduta in esclusiva a Modena e Formigine nella boutique “Vogue Abbigliamento” di Elena Venturelli.