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Pavullo: Charlotte Tveen Hansen Dalla Danimarca un’ambasciatrice dei sapori italiani

Autrice di libri, cuoca e star della tv danese Nel suo agriturismo Due Papaveri, immerso tra le colline di Benedello.
ospita gente da tutto il mondo

PAVULLO. Charlotte ha un sorriso aperto, contagioso, ha un piglio deciso ma gentile. Adora quello che fa e si vede. Ama l’Italia in modo incondizionato più di tanti italiani, promuove i nostri prodotti il più possibile portando a Pavullo turisti da tutto il mondo. Lei si chiama Charlotte Tveen Hansen, è danese, è arrivata in Italia quando aveva 18 anni. Ed è la titolare dell’Agriturismo Due Papaveri, immerso tra le colline di Benedello.

«Mi sono innamorata di un italiano, di Ravenna - ci racc ...

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PAVULLO. Charlotte ha un sorriso aperto, contagioso, ha un piglio deciso ma gentile. Adora quello che fa e si vede. Ama l’Italia in modo incondizionato più di tanti italiani, promuove i nostri prodotti il più possibile portando a Pavullo turisti da tutto il mondo. Lei si chiama Charlotte Tveen Hansen, è danese, è arrivata in Italia quando aveva 18 anni. Ed è la titolare dell’Agriturismo Due Papaveri, immerso tra le colline di Benedello.

«Mi sono innamorata di un italiano, di Ravenna - ci racconta Charlotte - lo avevo conosciuto al mare in vacanza. E per amore suo mi sono trasferita in Italia. L’amore per lui dopo qualche anno è finito ma mi è rimasto quello per l’Italia, che continua tuttora. Ho fatto l’Università a Bologna, mi sono laureata in Economia e Commercio e non sono più tornata a casa. Ho fatto tanti lavori: la modella di scarpe, l’interprete per l’azienda di prodotti per capelli Wella e anche l’istruttrice sub in Mar Rosso. In Danimarca torno in media due volte l’anno per le vacanze, vado anche per cercare, scoprire, prendere ispirazione per cose nuove».



«L’Agriturismo - continua - l’ho costruito con William, mio marito, che purtroppo non c’è più. Il luogo giusto lo abbiamo trovato qui a Benedello. Era un posto un po’ fuori mano, l’edificio era in vendita da tanto, ovviamente da ristrutturare. Ci sono voluti due anni e mezzo per sistemare il tutto ma ce l’abbiamo fatta e nel 2005 abbiamo aperto».

Ed il posto è davvero favoloso: il cortile si affaccia su una vallata meravigliosa. D’estate gli ospiti mangiano all’aperto immersi nei suoni e nei profumi della natura. Un luogo fuori dal tempo, curato nei minimi dettagli. Oltre al ristorante, con un menù fisso realizzato con prodotti stagionali biologici coltivati sul posto, ci sono quattro stanze, accoglienti e bellissime. Nel 2007 Charlotte ha pubblicato un libro che si intitola “Carlotta Cucina” ed ha un sottotitolo chiaro ed esplicativo “cucina italiana con animo scandinavo”.

«Adoro la cucina italiana, i suoi prodotti, i suoi sapori ma mi piace anche variare ed improvvisare un po’, utilizzare i prodotti tipici di questo territorio magari in modo inusuale».

Nel 2008 Charlotte è diventata anche una star televisiva in Danimarca: «Una mia amica danese ha parlato di me ad una giornalista della rete televisiva nazionale danese. Sono andata a presentare il mio libro e a cucinare. La trasmissione era “Buongiorno Danimarca”. Dopo la prima volta mi hanno richiamato e per un anno sono andata una volta al mese. La cosa divertente è che portavo ogni volta con me una valigia piena di cibo. Ed ogni volta cercavo di presentare prodotti diversi: l’Aceto Balsamico Tradizionale; il Lambrusco, il Parmigiano Reggiano. Abbiamo anche organizzato una cena a Copenaghen con alcuni produttori con cui collaboro e con diversi chef danesi. È stata una esperienza molto bella. Mi ha permesso di farmi conoscere e far conoscere quello che l’Italia può offrire. Grazie anche al lavoro televisivo - continua Charlotte - ho iniziato ad avere molte richieste dalla Danimarca per l’agriturismo. Le persone che ospito sono sempre di più e di nazionalità diverse: tedeschi, inglesi, francesi e pensa che recentemente abbiamo ospitato anche due persone dalle Hawaii. Le porto in giro a scoprire i nostri prodotti tipici ed organizzo corsi di cucina per chi vuole avvicinarsi ai sapori italiani (che durano cinque giorni). I periodi “sold out” sono solitamente da giugno a settembre».



Gli otto ettari di terra intorno all’Agriturismo sono come un tesoro da scoprire, regalano verdure e prodotti di tutti i tipi: ulivi, zafferano, lavanda, fichi, mele, pere ed albicocche. Poi miele, di lavanda e castagno. Quest’anno per la prima volta è stato piantato anche il farro, con l’obiettivo di utilizzarlo per la cucina e per fare il pane. «Per produrre il miele mi faccio aiutare da Luciano Manelli; il formaggio viene invece dal Caseificio di Poggio Castro (Pavullo); l’Aceto Balsamico Tradizionale da La Cà dal Non di Vignola; il prosciutto dai Fratelli Balocci di Verica. Adoro questa rete solidale di piccoli produttori di qualità che si aiutano. È anche grazie a loro che continuo ad avere questa passione per il mio lavoro. La passione la leggi nei loro occhi, sempre e comunque. Ed è contagiosa».

Ora Charlotte viene aiutata dal suo compagno Luca, canadese di origini italiane che ha conosciuto grazie a WWOOF Italia (Worldwide Opportunities on Organic Farms). Charlotte infatti offre stage a persone che vogliono imparare il mestiere di cuoco o cameriere oppure avvicinarsi al mondo delle fattorie biologiche, per capire come funziona. «Sto scrivendo il mio secondo libro - conclude - ma il mio impegno numero uno è qui in agriturismo. Del resto questa è la mia vita, questa è la mia casa. Ed è quello che mi rende felice».

E L'ESTATE PORTA LA LAVANDA.

Ogni anno un raccolto di 500 chili per fare cosmetici e miele

Tra fine giugno ed inizio luglio ai Due Papaveri si raccoglie la lavanda, uno dei prodotti più particolari coltivati in agriturismo. E Benedello diventa come la Provenza. Un’ottima lavanda senza dubbio che nel 2017 la ha vinto il Palio dedicato a questo prodotto organizzato dal Comune di Zocca.
«Ogni anno ne raccogliamo circa 500 chili - spiega Charlotte - lo facciamo insieme ai nostri ospiti, in una mattina finiamo tutto e concludiamo festeggiando con un pranzo. Dopo la raccolta carico le piante e le porto all’Istituto di Agraria Spallanzani di Monteombraro, dove si occupano della distillazione. Dalle piante ottengo più o meno 7 litri di olio essenziale che viene utilizzato anche per produrre sapone e shampoo che vengono usati dagli ospiti e che possono essere acquistati in agriturismo (che realizzo con La Saponeria Artigiana di Pavullo). La lavanda la uso anche in cucina: in particolare per le torte e la panna cotta. Bisogna essere molto attenti sulle quantità però, se no si rischia di dare un sapore troppo intenso. Un altro prodotto derivato dalla lavanda è il miele. Ne produciamo 60 chili totali all’anno circa, compreso anche quello di castagno. Il migliore è quello misto castagno e lavanda, ha un sapore inimitabile e particolarissimo; la lavanda infatti attenua l’amarognolo del castagno. Si tratta di un prodotto unico. Il miele viene utilizzato ovviamente per la colazione ma anche per altri piatti: ad esempio avete mai provato a cucinare il pollo con miele, Aceto Balsamico Tradizionale e peperoncino. Provatelo e non ne potrete più fare a meno”. (o.g.)