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Estate addio, a Modena i nuovi chioschi a settembre

Slitta il cantiere, lavori finiti solo a marzo 2019. Appello ancora da fissare a un anno dalla sentenza: prescrizione più vicina

MODENA. I cantieri dei chioschi riapriranno alla fine dell’estate. Non prima: la stagione all’aperto in arrivo è già compromessa dati i tempi ormai troppo ristretti. I lavori di completamento delle tre baracchine - al centro della controversia e della causa legale che ha portato a un sequestro giudiziario durato tre anni e mezzo - potranno essere terminate per il prossimo inverno. Nel frattempo, a quasi un anno dalla sentenza che dava ragione al Comune, non è stata ancora fissata una data per il processo d’appello, mentre la causa si avvia alla prescrizione.

In tutta questa vicenda esiste una scadenza precisa: il 1 marzo 2019. È la data ultima per chiudere i lavori dei chioschi in base alle nuove concessioni del Comune alle tre concessionarie. Cade esattamente a un anno dal momento della recente firma che ha sancito un accordo per andare avanti dopo la sentenza dello scorso giugno che ha stabilito che non ci sono irregolarità penali nel progetto di riqualificazione del Parco della Rimembranza. La sentenza ha anche ordinato di togliere i sigilli giudiziari annullando il sequestro che era in corso da tre anni e mezzo.

Ora i tre concessionari devono costruire i chioschi in base ai requisiti minimi disposti dal giudice Barbara Malvasi a conclusione della sentenza: il pieno rispetto dei vincoli urbanistici di Modena e dei vincoli della Soprintendenza, un progetto di minimo impatto ambientale, la realizzazione di strutture adeguate dal punto di vista sanitario, «dimensioni - scrive il giudice - magari più contenute rispetto a quelle di cui al procedente progetto, in numero semmai inferiore e comunque proporzionato alle dimensioni del parco e a quello che preventivarsi essere l’afflusso dei frequentatori, con l’utilizzo di materiali in armonia con il contesto verde e storico di riferimento». Di qui, la decisione del Comune di accordare variazioni rispetto al progetto originario. In base all’accordo di marzo, quindi, le baracchine verranno completate in modo leggero, saranno più contenute e tra trent’anni diverranno di proprietà pubblica: «Saranno molto leggere e trasparenti, in colori naturali verde e bronzo, in linea con quanto previsto dalla Soprintendenza e dalle indicazioni della sentenza del Tribunale» aveva spiegato un mese fa l’assessore all’urbanistica Anna Maria Vandelli. Ora vanno solo costruite. Se l’intenzione del Comune era che i lavori di cantiere partissero già in estate, i concessionari - che hanno già perso anche questa stagione estiva - a fine agosto hanno intenzione di “togliere le bende” agli “scheletri” attuali. Dovrà essere valutato lo stato delle singole baracchine a più di quattro anni dopo la chiusura, calcolare le spese aggiuntive e poi partire coi cantieri. Si presume che i lavori veri saranno già attivi in autunno per concludersi a fine febbraio. A marzo i tre chioschi dovranno essere pronti come appunto previsto dall’accordo per le concessioni. Infine, il Comune favorirà i lavori con 82mila euro di incentivi economici: 30mila a Bobotti (Mem), 25 mila all’ex Tosco (Andrea Galli) e 25.500 euro al Bar Elio (Roberto Paolini).

Resta però aperta la questione giudiziaria. Il processo di secondo grado langue: a quasi un anno dalla sentenza di primo grado a Modena, a Bologna non è stata ancora fissata

la data dell’appello chiesto dalla Procura (pm Claudia Natalini) e dalla parte civile (Italia Nostra di Modena). Intanto si avvicina la prescrizione che scatterà nella primavera 2019 a 5 anni dai presunti reati. Con effetti importanti.

Carlo Gregori
 

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