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Modena, una facoltà per capire il mondo contemporaneo

Unimore lancia “Storia e culture” una nuova laurea triennale umanistica Tra le offerte anche la possibilità di conseguire il diploma di scuola archivistica

Modena lancia una facoltà per capire il mondo contemporaneo MODENA. C’è bisogno di umanisti informati sul presente e in grado di unire teoria di storia, filosofia, lettere con la pratica del lavoro alle Gallerie Estensi e all’Archivio di Stato. Questi due enti pubblici sono partner della nuova laurea triennale umanistica in Storia e culture contemporanee, promossa dal Dipartimento di studi linguistici e culturali di Unimore e presentata ieri dal rettore Angelo O. Andrisano. La nuova triennale - attiva dal 2018-2019 - avrà sede in Sant’Eufemia, sarà a libero accesso e sostanzialmente sostituirà il corso di laurea interclasse in Scienze della cultura (80 matricole nell’ultimo anno). La novità si porta con sé una ulteriore curiosità relativa all’insegnamento: come ha spiegato ieri il docente del corso Matteo Al Kalak ci sarà una cattedra comune dedicata alla storia del cristianesimo e dell’Islam. «Si tratta di un insegnamento comune - spiega il prof Al Kalak - tenuto da due docenti, Demetrio Giordani insieme al sottoscritto. Insieme illustreremo e insegneremo il programma delle due religioni e l’esame ovviamente sarà unico. In questo modo contiamo di mettere a fuoco le caratteristiche delle religioni e i motivi di contrasto. Tutto ciò rientra nel nostro desiderio di creare umanisti con capacità di conoscenza e di critica sul presente e sul futuro». Il rettore Andrisano e il direttore del Dipartimento di studi linguistici e culturali di Unimore Giovanni Bonifati illustrano la nuova laurea: «Abbiamo ottenuto risorse straordinarie sia finanziarie sia attraverso punti organico che significa possibilità di nuovi docenti. Abbiamo sempre pensato che servano anche umanisti informati e ora quindi abbiamo l’obiettivo di rendere attrattivo questo corso attraverso nuove modalità per la ricerca e la didattica e attraverso collaborazioni con musei e archivi. Riguardo questi ultimi sarà così possibile, per gli studenti interessati, conseguire il diploma di scuola archivistica». Video di Gino Esposito La cronaca

MODENA. C’è bisogno di umanisti informati sul presente e in grado di unire teoria di storia, filosofia, lettere con la pratica del lavoro alle Gallerie Estensi e all’Archivio di Stato.

Questi due enti pubblici sono partner della nuova laurea triennale umanistica in Storia e culture contemporanee, promossa dal Dipartimento di studi linguistici e culturali di Unimore e presentata ieri dal rettore Angelo O. Andrisano. La nuova triennale - attiva dal 2018-2019 - avrà sede in Sant’Eufemia, sarà a libero accesso e sostanzialmente sostituirà il corso di laurea interclasse in Scienze della cultura (80 matricole nell’ultimo anno). La novità si porta con sé una ulteriore curiosità relativa all’insegnamento: come ha spiegato ieri il docente del corso Matteo Al Kalak ci sarà una cattedra comune dedicata alla storia del cristianesimo e dell’Islam. «Si tratta di un insegnamento comune - spiega il prof Al Kalak - tenuto da due docenti, Demetrio Giordani insieme al sottoscritto. Insieme illustreremo e insegneremo il programma delle due religioni e l’esame ovviamente sarà unico. In questo modo contiamo di mettere a fuoco le caratteristiche delle religioni e i motivi di contrasto. Tutto ciò rientra nel nostro desiderio di creare umanisti con capacità di conoscenza e di critica sul presente e sul futuro». Il rettore Andrisano e il direttore del Dipartimento di studi linguistici e culturali di Unimore Giovanni Bonifati illustrano la nuova laurea: «Abbiamo ottenuto risorse straordinarie sia finanziarie sia attraverso punti organico che significa possibilità di nuovi docenti. Abbiamo sempre pensato che servano anche umanisti informati e ora quindi abbiamo l’obiettivo di rendere attrattivo questo corso attraverso nuove modalità per la ricerca e la didattica e attraverso collaborazioni con musei e archivi. Riguardo questi ultimi sarà così possibile, per gli studenti interessati, conseguire il diploma di scuola archivistica».

Gli altri docenti presenti - il pro rettore Sergio Ferrari e il presidente del nuovo corso di laurea Alfonso Botti - hanno rimarcato le caratteristiche della novità del dipartimento umanistico dell’ateneo di Modena e Reggio che, lo ricordiamo, è stato inserito dal ministero tra i 180 di eccellenza. «Il corso - spiegano - intende offrire nozioni e schemi interpretativi per comprendere la realtà contemporanea, quale si è delineata con l’avvento della modernità a partire dalla Rivoluzione francese e, prima ancora, con le grandi scoperte geografiche, la Riforma protestante e le altre fasi di svolta culturale, conoscitiva e politico-sociale. In definitiva un corso che insiste sulle discontinuità, i cambiamenti e le innovazioni sul piano sociale e del pensiero. In un mondo che cambia rapidamente e con esso il lavoro e le professioni non dimentichiamo che le innovazioni in campo tecnologico sono state preparate da profondi mutamenti sul piano culturale».

L’intero dipartimento di studi linguistici e culturali conta su 2 lauree triennali, una ad accesso libero in Scienze della Cultura (ad esaurimento) e una ad accesso programmato in Lingue Culture Europee, nonché su 5 corsi di laurea magistrale. Complessivamente conta su un corpo docente di 12 ordinari, 17 associati, 15 ricercatori, 43 docenti a contratto, 6 assegnisti di ricerca e 8 dottorandi. E’ frequentata da 1.689 iscritti. Spazio agli umanisti, dunque, anche se non si deve dimenticare che in Italia oggi, come da recenti ricerche, non si trovano 150mila tecnici.

Stefano Luppi
 

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