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Pinocchio, incanto e mistero nella matita del mago Carling

Oggi pomeriggio a Sassuolo l’incontro (e il laboratorio) con l’artista californiano “Lo conoscevo in versione Disney, ma le mie illustrazioni vogliono andare oltre”

“Le bugie, ragazzo mio, si riconoscono subito! Perché ve ne sono di due specie: vi sono le bugie che hanno le gambe corte, e le bugie che hanno il naso lungo”: nel testo di Collodi ride la Fata Turchina mentre vede il naso di Pinocchio allungarsi, a causa di una, due, tre bugie sulla fine di alcune monete d’oro. E vien quasi da rimpiangere che non accada davvero, no, a volte, soprattutto agli adulti che sembrano peggio dei bambini, che gli cresca il naso, in modo da avere la certezza che cas ...

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“Le bugie, ragazzo mio, si riconoscono subito! Perché ve ne sono di due specie: vi sono le bugie che hanno le gambe corte, e le bugie che hanno il naso lungo”: nel testo di Collodi ride la Fata Turchina mentre vede il naso di Pinocchio allungarsi, a causa di una, due, tre bugie sulla fine di alcune monete d’oro. E vien quasi da rimpiangere che non accada davvero, no, a volte, soprattutto agli adulti che sembrano peggio dei bambini, che gli cresca il naso, in modo da avere la certezza che caspita era proprio una bugia quella là, detta col tono e l’intenzione di far credere che invece si sta salvando la situazione (o il paese). E invece no. La troviamo sempre dentro alle pagine di un libro, raccontata attraverso parole e immagini, la storia di quel burattino bugiardo di nome Pinocchio nato dalla penna di Carlo Lorenzini ma passato alla storia come Carlo Collodi. E quante edizioni, quante versioni, quante modifiche al testo originale. Dalla versione di Attilio Mussino del 1911 a quella a fumetti di Jacovitti del 1946 fino a quella recentissima, di Gek Tessaro (Lapis edizioni), che compie – tra l’altro - un’operazione coraggiosa e un po’ folle: quella di riscriverla. Che poi, le vicende del burattino diventato bambino hanno ben superato i confini delle pagine cartacee. Dal lungometraggio animato disneyano, che ne ha stravolto ed edulcorato il messaggio, alla versione televisiva del 1972 con Nino Manfredi nei panni di Geppetto, Gina Lollobrigida in quelli della Fata Turchina e Andrea Balestri, Pinocchio bambino, quante versioni, quanti sguardi, quante interpretazioni. La conosciamo tutti, eppure chissà se la conosciamo davvero, la storia di Pinocchio.

Proprio oggi pomeriggio, a Sassuolo, alle 15, alla Biblioteca Leontine, torna Pinocchio visto attraverso lo sguardo dell’artista californiano Jon Carling, autore delle illustrazioni di una nuova edizione, un’altra, pubblicata da Incontri Editrice. Tiene anche un laboratorio rivolto a bambini dai 5 agli 11 anni, gratuito. E’ possibile partecipare fino ad esaurimento posti, magari c’è ancora qualche posto disponibile, provateci, chiamate (0536 880814). Alle 17.30, poi, Carling presenta il volume a Paggeriarte, in Piazzale della Rosa, nell’ambito del festival Friends Date. Con lui c’è anche Roberto Pifano del Liceo Scientifico Formiggini di Sassuolo, a guidare i presenti nella storia, e nelle tavole. (Le iniziative sono organizzate in collaborazione con l’associazione Le Graffette).

Sono 36 le tavole che ha realizzato (più alcuni disegni sparsi). Interessante, molto interessante ciò che ha affermato l’artista. “Conoscevo Pinocchio principalmente per la versione di Disney, che avevo visto una volta da bambino, e per le varie interpretazioni televisive della storia realizzate in America, comunque derivate da quella disneyana”, ha spiegato “Non immaginavo che il libro di Collodi avesse anche un aspetto oscuro, una moralità crudele e bizzarra che lo avvicina più alle fiabe dei Grimm che ai film d’animazione contemporanei a lieto fine. Ho letto il testo originale una mezza dozzina di volte e una delle cose che più mi hanno colpito è stato il rapporto che si instaura, in modo spontaneo, tra esseri umani, animali e creature magiche. La Toscana di Collodi è un luogo allo stesso tempo incantato e spettrale, un aspetto che ho cercato di rendere visivamente nel mio lavoro. Nei disegni ho inserito dei piccoli particolari, delle suggestioni narrative, che contribuiscono a collocare il libro in un contesto più ampio. E’ stato un progetto impegnativo: ho cercato di rispettare la storia e la grande tradizione degli illustratori che mi hanno preceduto”. Per chi fosse interessato, le tavole originali sono esposte fino al 27 maggio alla galleria BDC Bonanni del Rio Catalog in Borgo delle Colonne 28 a Parma.

©Illustrazione di Jon Carling . da “Le avventure di Pinocchio”. Incontri Editrice.