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Uno spicchio tira l’altro dall’aglione all’agliata

Ch'in còumpra i ài a San Zvan, l'armàgn puvràtt tott l'an. Chi non compra gli agli per San Giovanni, rimane povero tutto l'anno. È una delle tante credenze che accompagnano il giorno di San Giovanni,...

Ch'in còumpra i ài a San Zvan, l'armàgn puvràtt tott l'an. Chi non compra gli agli per San Giovanni, rimane povero tutto l'anno.

È una delle tante credenze che accompagnano il giorno di San Giovanni, considerato inizio dell'estate. Si credeva infatti che la rugiada della notte San Giovanni Battista, tra il 23 e il 24 giugno, avesse poteri magici, potesse tenere lontane le tarme dagli abiti, facesse diventare ricci i capelli delle bambine e donasse proprietà curative alle erbe. La notte di Sa ...

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Ch'in còumpra i ài a San Zvan, l'armàgn puvràtt tott l'an. Chi non compra gli agli per San Giovanni, rimane povero tutto l'anno.

È una delle tante credenze che accompagnano il giorno di San Giovanni, considerato inizio dell'estate. Si credeva infatti che la rugiada della notte San Giovanni Battista, tra il 23 e il 24 giugno, avesse poteri magici, potesse tenere lontane le tarme dagli abiti, facesse diventare ricci i capelli delle bambine e donasse proprietà curative alle erbe. La notte di San Giovanni si raccoglievano le noci per la preparazione del nocino, ma anche il crescione e la lavanda.

Il giorno di San Giovanni gli agli venivano composti in resta e messi ad essiccare al sole perchè non germogliassero, oppure si raccoglievano in mazzi, che venivano legati con un nastro rosso. In cucina non mancavano mai perchè, oltre ad insaporire a poco prezzo i piatti non sempre gustosi "quand an gh'è gnint anch l'ài l'è bòun", se ne conoscevano le proprietà benefiche per la salute: "chi magna dl'ài an mòr mai". Veniva infatti usato come rimedio alle verminazioni dei bambini e per il buon funzionamento della circolazione del sangue. La coltivazione dell'aglio nelle nostre zone doveva passare l'inverno e veniva messo nel suo letto otto o nove mesi prima della sua maturazione. "Chi vol vadèr un bel àioun al le màta par San Simoun", cioè chi vuol vedere un bell'agliaio lo metta a terra per San Simone, che cade il 28 ottobre. Si indica con il termine "àioun" anche in cosiddetto aglione: una pestata di aglio e rosmarino utilizzato nella preparazione degli arrosti di carne o di pesce.

Lo stesso aglione, mischiato nel lardo di maiale o nella pancetta macinata sono gli ingredienti della concia, "cùnza", tipico condimento per la farcitura di borlenghi o crescentine nelle tigelle. Il lardo a contatto con borlenghi o crescentine calde si scioglie e rilascia il profumo di aglio e rosmarino, mentre una bella spolverata di Parmigiano Reggiano grattugiato termina la farcitura o come si dice: "l'è la so mort".

Con gli spicchi di aglio pestati in un mortaio insieme a gherigli di noce si preparava invece l'agliata, una salsa di antiche tradizioni che accompagnava la carne lessa, ma veniva anche mischiata al pane nella preparazione della zuppa.

L'aglio nel piatto non era solo utilizzato come condimento, ma anche come burla e sfottìo rivolto ad un innamorato deluso. Succedeva infatti che la bella del cuore non corrispondesse le attenzioni di un giovanotto e, se dopo essersi fidanzata con un altro si sposava, il giorno del matrimonio veniva festeggiato dagli amici dello spasimante facendogli trovare nel piatto, tra le cibarie che costituivano il pasto, un aglio, completo di buccia, praticamente un aglio in camicia al quale il malcapitato poteva rispondere: "l'è mei puzer d'ài ch'ed caiòun".