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L’85% dei turisti in visita a Hombre è straniero

La maggior parte arriva attraverso il sito o con il “passaparola” 

MODENA. L’azienda Agricola Hombre è aperta e accogliente. E lo si vede subito quando si arriva nel cortile: si ritrovano scolaresche e turisti (quasi tutti stranieri) oltre a clienti abituali che vanno a fare la spesa allo spaccio.

Hombre è famosissima per il suo Parmigiano Reggiano ed è questo che viene illustrato ai visitatori: il procedimento per la produzione del re dei formaggi. In azienda oltre a Matteo Panini, responsabile commerciale, lavora il fratello Giovanni che si occupa dell’acc ...

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MODENA. L’azienda Agricola Hombre è aperta e accogliente. E lo si vede subito quando si arriva nel cortile: si ritrovano scolaresche e turisti (quasi tutti stranieri) oltre a clienti abituali che vanno a fare la spesa allo spaccio.

Hombre è famosissima per il suo Parmigiano Reggiano ed è questo che viene illustrato ai visitatori: il procedimento per la produzione del re dei formaggi. In azienda oltre a Matteo Panini, responsabile commerciale, lavora il fratello Giovanni che si occupa dell’accoglienza dei turisti (i fratelli Panini sono quattro; ci sono anche Marco e Manuela che non lavorano nell’azienda ma racconta Matteo: «Siamo molto uniti e ci confrontiamo su tante cose»). In un anno l’azienda agricola viene visitata da circa 10mila visitatori, circa l’85% stranieri.



«I turisti arrivano da noi attraverso due canali - spiega Matteo Panini - il sito e soprattutto il ‘passaparola’, che è ancora uno degli strumenti più forti per far conoscere una realtà come la nostra. Devo dire che negli ultimi anni il turismo è davvero cambiato, c’è sempre più attenzione per i prodotti tipici e per la qualità. A Modena credo che la differenza l’abbia fatta tanto Massimo Bottura. Grazie a lui la nostra città è diventata famosa in tutto il mondo come luogo enogastronomico di eccellenza». «Quello che vogliamo fare con i turisti - conclude Matteo Panini - è trasmettere dei valori. E con il Parmigiano Reggiano noi lo facciamo: trasmettiamo quello che è la nostra terra». (o.g.)