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Modena. La medicina del teatro Un’iniezione di allegria

Festa finale per la prima parte del progetto pensato per i ricoverati Animazione, burattini, ombre: tutto quanto può aiutare a stare meglio

Si conclude il 31 maggio con una grande festa alla Casa di Fausta e, dalle 18, con lo spettacolo di Monica Morini (Teatro dell’Orsa) “Fiabe a colori” parte di un progetto che è nato dal primo “Corso di perfezionamento sull’uso del teatro di animazione in ambito educativo, sociale e medico sanitario” che si è svolto da marzo a giugno 2017 presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e che ha visto tra i membri del comitato scientifico il modenese Moreno Pigoni, burattinaio, forma ...

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Si conclude il 31 maggio con una grande festa alla Casa di Fausta e, dalle 18, con lo spettacolo di Monica Morini (Teatro dell’Orsa) “Fiabe a colori” parte di un progetto che è nato dal primo “Corso di perfezionamento sull’uso del teatro di animazione in ambito educativo, sociale e medico sanitario” che si è svolto da marzo a giugno 2017 presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e che ha visto tra i membri del comitato scientifico il modenese Moreno Pigoni, burattinaio, formatore ed esperto dell’utilizzo del burattino in ambito educativo e di ausilio alla cura.

Al corso partecipavano anche due persone interne allo staff di Pediatria. Da lì l’idea di attivare iniziative legate al teatro di animazione nello spazio Incontro del reparto da novembre 2017, che sono state possibili grazie ai fondi raccolti durante l’iniziativa “In baracca con Alex” realizzata al parco ducale di Modena a giugno dello stesso anno con il patrocinio del comune di Modena (partecipate e donate sempre, quando potete.

Questi fondi sono fondamentali, portano bellezza e sorrisi dove è più necessario. L’edizione di quest’anno di in baracca con Alex sarà ai giardini Ducali il 9 e 10 giugno). “Il ricovero ospedaliero nei bambini – spiega Ivana Carri insegnante presso lo Spazio Incontro di Pediatria - è vissuto come elemento di rottura nell’esperienza di vita del quotidiano e porta pertanto a rivedere un’intera rete di relazioni e a modificare il senso del tempo e dello spazio. Recuperare autonomia e dominare con tutta la consapevolezza possibile i nuovi ritmi è impegnativo e significativo al tempo stesso. Il teatro di animazione e la narrazione rientrano a pieno titolo nel novero delle attività capaci di portare il bambino ospedalizzato in una dimensione di divertimento e di benessere stemperando le tensioni legate alla situazione medica e al disagio fisico offrendo spazi di rielaborazione ed espressione emotiva. Grazie ad esperti del calibro di Monica Morini di Teatro dell’Orsa, Pina Irace, Moreno Pigoni durante tutto l’anno sono stati svolti percorsi con burattini, narrazione e ombre in Oncologia e Pediatria e altri momenti di teatro rivolti alle bambine e ai bambini degenti e alle loro famiglie.

Il teatro di animazione come momento di allegria, per stare insieme e sentirsi protetti, per conoscersi meglio e per sentire l’ambiente dell’ospedale un luogo sicuro e amico”.

Termina quindi il 31 maggio la prima parte, il primo pezzo di questo progetto, dicevamo. Già, perché si è già messa in moto una “macchina virtuosa” per la realizzazione di un centro permanente di ricerca sull’uso del teatro di animazione in ambito educativo, sociale e medico sanitario. Un progetto modenese/reggiano in fase di elaborazione che intende includere diverse realtà del territorio al fine di offrire servizi rivolti alla comunità e per realizzare sinergie volte a dinamizzare questo genere di teatro che può aumentare la qualità di vita dei bambini ospedalizzati ma può anche rendere migliori i programmi scolastici, favorire l’integrazione e incidere virtuosamente sulle vulnerabilità sociali.

“I ringraziamenti – conclude Moreno Pigoni - vanno in particolare a Ivana Carri che ha fortemente creduto nel progetto e ha contribuito a realizzarlo con entusiasmo, al professor Iughetti direttore della struttura complessa di pediatria e all’assessore alla cultura del Comune di Modena Gianpiero Cavazza”. (m.t.)