Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Modena, vandali in azione: reperti storici distrutti al Novi Ark

Ignoti si sono accaniti sull’antico rustico di età tardo romana pietre antiche fatte a pezzi, danni ai dissuasori e ai cartelli

MODENA. Ancora danni causati dai vandali al Novi Ark, il parco archeologico in superficie che funge da tetto del parcheggio sotterraneo al Novi Sad.

In passato c’erano già state delle malefatte di balordi, ora si aggiungono danni relativi all’antico rustico di epoca tardoantica romana (III-VI secolo) ed è stato inoltre danneggiata pure la vasca rettangolare portata anch’essa in superficie ai tempi della realizzazione del parcheggio. Molte pietre antiche sono state divelte e sbriciolate senza ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

MODENA. Ancora danni causati dai vandali al Novi Ark, il parco archeologico in superficie che funge da tetto del parcheggio sotterraneo al Novi Sad.

In passato c’erano già state delle malefatte di balordi, ora si aggiungono danni relativi all’antico rustico di epoca tardoantica romana (III-VI secolo) ed è stato inoltre danneggiata pure la vasca rettangolare portata anch’essa in superficie ai tempi della realizzazione del parcheggio. Molte pietre antiche sono state divelte e sbriciolate senza alcun rispetto e alcune sarebbero anche state buttate lontano dalla zona scelta dagli archeologici per illustrare com’era Modena nei secoli antichi.

Ad esempio lo scorso anno - per mettere fine a quello che era un evidente degrado dell’area causata da chi in modo del tutto gratuito aveva deciso di vandalizzare il museo all’aperto - il Comune aveva stanziato 80mila euro per la manutenzione. Altra zona della città, altra valorizzazione di beni archeologici del nostro territorio. Nel 2004 in via Emilia Est all’altezza dell’incrocio con via Martinelli e via Campi fino a via Cesana vennero trovate numerose tombe. Da tempo, insieme a un privato della zona, la soprintendenza sta lavorando appunto per valorizzare questa serie di tombe parte della antica ed estesa necropoli di Modena. «In questa zona la necropoli - spiega l’archeologo Donato Labate - è stata indagata per una fascia parallela alla via Emilia, di circa 80 metri per 9, posta poco a sud della strada consolare. Lo scavo ha restituito 57 sepolture di cui 56 ad incinerazione (I sec. d.C.) e 1 ad inumazione (V-VI sec. d.C.)». Fino a ieri pomeriggio, quando sono arrivati i giardinieri a sfoltire l’area, queste tombe antichissime erano “affogate” in mezzo all’erba alta per fortuna ora eliminata.

Stefano Luppi