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Dall’Eritrea spezie e amore: lo Zighinì

Al Filatoio, il circolo culturale di via De' Bonomini, casa dell'associazione "Festival della Fiaba", in tanti hanno potuto assaggiare il meglio dei piatti della cucina eritrea, spiegati da Zighereda Tesfamariam, di origine eritrea e grande esperta di questi sapori.

MODENA Ogni cucina custodisce importanti tradizioni, in Emilia per esempio è il pranzo domenicale, quando tutta la famiglia si riunisce a tavola, magari davanti a un bel piatto di tortellini in brodo fumanti. Le tradizioni si tramandano in ogni cultura, insieme a ricette e piatti, come nella cucina africana, nello specifico quella dell’Eritrea, ricca di sapori, spezie e ovviamente tanto amore.

Al Filatoio, il circolo culturale di via De' Bonomini, casa dell'associazione "Festival della Fiaba" ...

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MODENA Ogni cucina custodisce importanti tradizioni, in Emilia per esempio è il pranzo domenicale, quando tutta la famiglia si riunisce a tavola, magari davanti a un bel piatto di tortellini in brodo fumanti. Le tradizioni si tramandano in ogni cultura, insieme a ricette e piatti, come nella cucina africana, nello specifico quella dell’Eritrea, ricca di sapori, spezie e ovviamente tanto amore.

Al Filatoio, il circolo culturale di via De' Bonomini, casa dell'associazione "Festival della Fiaba", in tanti hanno potuto assaggiare il meglio dei piatti della cucina eritrea, spiegati da Zighereda Tesfamariam, di origine eritrea e grande esperta di questi sapori. Zighereda è inoltre molto attiva nel sociale, fondatrice e presidente dell'associazione "Donne nel mondo" di Moden.



Il suo amore per l'Eritrea è sconfinato e i presenti, in attesa del loro piatto, hanno potuto vivere la storia di ciò che stavano per gustare, raccontata da Zighereda: ha presentato lo "Zighinì", piatto tipico e unico composto da uno spezzatino di carne, di manzo o pollo, verdure e legumi, il tutto servito su una forma di pane, simile ad una crepe di nome "Injerà". Nella versione preparata al Filatoio, l'Injerà è stata servita con uno spezzatino di manzo piccante, con un misto di verdure stufate “Alicià”, lenticchie stufate e farina di ceci “Shirò”.

“Questo piatto fa parte della tradizione eritrea e si gusta con tutta la famiglia - racconta Zighereda - si mangia insieme e si condivide il cibo”. Zighereda racconta anche come si prepara un piatto del genere: “Si parte dall’Injerà che si prepara con diversi tipi di farine, si impasta e si lascia riposare, poi si mescola con acqua tiepida. Dopo viene cotta in padella e arriva ad avere una consistenza umida e morbida”.



Questo riguarda anche la famiglia: “I figli e i genitori si ritrovano a tavola davanti allo Zighinì ed essendo un piatto che si mangia con le mani, il rituale prevede anche, all'inizio e alla fine del pasto, il lavaggio delle mani. È compito del più giovane della famiglia fare il giro dei commensali con un bricco d'acqua e un catino, cominciando dal capofamiglia, o se ci sono ospiti, da questi ultimi”.

Per chiudere in bellezza il pranzo in Eritrea si beve un ottimo caffè o il tè caldo speziato al cardamomo e cannella "Shaj" accompagnato da una torta fatta in casa, simile ad un pan brioche di nome “Himbascià”.

Un pranzo alla scoperta delle altre culture, come spiega Nicoletta Giberti, fondatrice del circolo: “Proponiamo spesso eventi dedicati alle altre culture, in particolare con la rassegna del gusto, dove portiamo i partecipanti alla scoperta dei sapori del mondo. Inoltre proponiamo laboratori, rassegne, fiabe; è un modo per stare insieme e condividere passione e conoscenza”.

Nicoletta ricorda anche il prossimo appuntamento con la cucina internazionale, il 30 maggio con la cena peruviana. Per informazioni www.filatoio.com.