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Teatro metafora del viaggio con il gruppo Malewa

MODENA. Il teatro come strumento per elaborare l’esperienza del viaggio per raggiungere l’Italia, per sognare, per conoscersi meglio, per integrarsi in una nuova città. È quello che raccontano...

MODENA. Il teatro come strumento per elaborare l’esperienza del viaggio per raggiungere l’Italia, per sognare, per conoscersi meglio, per integrarsi in una nuova città.

È quello che raccontano Aladji, Daba, Dari, Sory, Olayomi, ragazzi appena ventenni arrivati nel Modenese chi dal Mali, chi dalla Costa d’Avorio chi dalla Nigeria, per scappare da terre difficili e costruirsi un futuro altrove.

Oggi, questo loro futuro in costruzione, prevede innanzitutto la scuola di italiano al Cpia di Moden ...

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MODENA. Il teatro come strumento per elaborare l’esperienza del viaggio per raggiungere l’Italia, per sognare, per conoscersi meglio, per integrarsi in una nuova città.

È quello che raccontano Aladji, Daba, Dari, Sory, Olayomi, ragazzi appena ventenni arrivati nel Modenese chi dal Mali, chi dalla Costa d’Avorio chi dalla Nigeria, per scappare da terre difficili e costruirsi un futuro altrove.

Oggi, questo loro futuro in costruzione, prevede innanzitutto la scuola di italiano al Cpia di Modena. Poi c’è il Gruppo Marewa, progetto a cura del Teatro dei Venti in collaborazione con Caleidos Cooperativa Sociale grazie al quale questi giovani sperimentano l’esperienza del teatro.

Marewa è formato da figli che sono andati via da condizioni difficili per trovare una speranza in Europa, da giovani genitori costretti a fuggire da persecuzioni.

Il Gruppo Marewa nasce all'interno del laboratorio permanente rivolto a ragazzi richiedenti asilo che il Teatro dei Venti tiene a partire dal febbraio 2017 in collaborazione con Caleidos. «Non abbiamo mai fatto teatro», spiega la maggior parte di loro, tranne Aladji: «In Africa, durante le feste che facevamo lì, io e alcuni amici facevamo qualche sketch come comici, ma era una cosa completamente diversa».

Nel maggio 2017 il gruppo ha partecipato allo spettacolo-evento “Le città invisibili” nell'ambito di Trasparenze Festival. Nel 2018 viene elaborato il progetto di spettacolo per il Bando MigrArti in collaborazione con l’associazione GhanaYomo, nel quale il lavoro attoriale del Gruppo Marewa è messo in relazione con lo studio drammaturgico e coreografico elaborato dalla coreografa Simona Bertozzi in collaborazione con il regista Stefano Tè.

«Ci piace esibirci in pubblico, non ci fa paura, è bello incontrare la gente – raccontano questi ragazzi che ogni giovedì chi da Nonantola, chi da Serramazzoni, chi direttamente da Modena si recano al Teatro dei Venti per le prove e i laboratori – Attraverso il movimento del corpo, la gestualità – spiegano, con l’aiuto del mediatore linguistico – abbiamo ricordato, facendo i laboratori di teatro, le cose che abbiamo attraversato per raggiungere l’Italia ed è stato utile, ha fatto diminuire i pensieri».

Prossimo appuntamento con il Gruppo Marewa è quello di stasera con lo spettacolo “Moby Dick” alle ore 19.30 in Piazza Roma (e non alle 21 come precedentemente comunicato). (l.s.)