Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Il parco dei Sassi di Roccamalatina a portata di bimbo

A piedi partendo dal Panaro fino alla punta della croce, passando diciassette ponti

Il Parco dei Sassi di Roccamalatina protegge 2300 ettari di territorio adagiato sulle colline dell’Appennino Modenese fatto di antichi castagneti, boschi e aree coltivate, al cui centro svettano imponenti le guglie arenacee dei Sassi. La forma particolare di questi torrioni di oltre 70 metri di altezza è dovuta a un processo di erosione differenziata, in quanto le rocce arenarie (sabbie grossolane cementate) di cui sono costituiti risultano più resistenti all’erosione delle colline circostan ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

Il Parco dei Sassi di Roccamalatina protegge 2300 ettari di territorio adagiato sulle colline dell’Appennino Modenese fatto di antichi castagneti, boschi e aree coltivate, al cui centro svettano imponenti le guglie arenacee dei Sassi. La forma particolare di questi torrioni di oltre 70 metri di altezza è dovuta a un processo di erosione differenziata, in quanto le rocce arenarie (sabbie grossolane cementate) di cui sono costituiti risultano più resistenti all’erosione delle colline circostanti che invece sono formate prevalentemente da argille (sabbie fini). L’itinerario che oggi presentiamo, da percorrere a piedi, ci condurrà alla scoperta di questo territorio, partendo dal fiume Panaro fino alla punta più alta del Sasso della Croce a 567 metri di quota.



Si parte da Casona e dopo un breve tratto di strada asfaltata si inizia a risalire lungo la piccola valle generata dal rio Frascara; nella parte bassa l’ambiente è caratterizzato da alcuni affioramenti di rocce argillose di vari colori (rosse, viola, grigie, nere) in base alla composizione dei minerali presenti durante la loro formazione avvenuta nel Cretaceo Superiore (circa 90 milioni di anni fa) quando tutta la zona era al di sotto del livello del mare. Mano a mano che si procede, la vallecola si stringe sempre di più e in alcuni punti assume l’aspetto di un piccolo canyon con alte pareti rocciose ai lati. La vegetazione appare sempre più fitta e rigogliosa, con la presenza di piante come l’ontano comune ma anche del faggio che, a causa dell’ambiente fresco e riparato, è presente qui a quote insolitamente molto basse.

Raggiunto il corso del fiumiciattolo inizia il cosiddetto “Sentiero dei Ponticelli”: qui infatti una serie di piccoli ponti in legno permettono di attraversare più volte il Rio Frascara. In tutto sono 17 i ponti da superare e a ciascuno è stato dato un nome che ricorda le specie animali e vegetali presenti in questo habitat particolare: cervo volante, gambero di fiume, geotritone, rana dalmatina e piro piro sono solo alcuni dei nomi più particolari. Inutile sottolineare che questo percorso risulta adatto ai bambini che qui si divertono a percorrere i vari ponticelli, alcuni piccoli “ponti tibetani”.

Terminati i ponticelli, un ultimo sforzo in salita permette di sbucare fuori dal bosco in corrispondenza della Pieve di Trebbio, magnifico esempio del romanico in Appennino. Si prosegue verso sud e si giunge all’Oratorio e al Borgo dei Sassi dove inizia il sentiero a pagamento che conduce fino alla cima del Sasso della Croce; la salita presenta degli scalini scavati nella roccia e dei brevi tratti attrezzati e permette di raggiungere la cima più alta da cui si gode un meraviglioso panorama sulle colline circostanti. In caso di ottima visibilità, oltre alle cime maggiori dell’Appennino, verso nord sono visibili anche le Alpi (monte Baldo, monte Adamello e addirittura il monte Rosa).

Prima di rientrare merita una visita anche la torre del Castellaro, una torre rondonaia a pianta quadrata che sorge su uno sperone di roccia proprio di fronte ai Sassi; essa costituiva una delle quattro rocche dei Malatigni, l’imponente sistema difensivo che la nobile famiglia della zona aveva fatto costruire tra il XII e il XIV secolo. D’altro canto i Sassi, inespugnabili roccaforti naturali, ospitarono fin da tempi antichissimi insediamenti fortificati; forse già durante la dominazione bizantina essi costituirono un caposaldo della linea difensiva contro i Longobardi.

IL PERCORSO: SI SALE DA CASONA

5 ORE DI CAMMINO

Punto di partenza: località Ponte di Casona sul Panaro (200 m slm), circa 30 chilometri da Modena.
Lunghezza complessiva: circa 13 chilometri, dislivello 600 m D+, 4-5 ore il giro completo.
Punti acqua lungo il percorso: sorgente sul sentiero 1 (a circa metà), fontane a Pieve di Trebbio, Oratorio dei Sassi e a cà Fontana lungo via Fondovalle.
Nell’area del parco sono presenti più di 100 chilometri di sentieri ben segnalati da appositi cartelli che sono percorribili a piedi, a cavallo o in bicicletta.