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Io, che sognavo le Rosse guardando la bimba buia

La Ferrari nel destino, anche se non è mai salito neppure su un go-kart E la passione comics: grazie a Topolino, Jacovitti e al... bagnoschiuma

MODENA. Racconta con voce satura di dolcezza, nostalgia e divertimento la sua infanzia Giovanni Sighinolfi, dipendente Ferrari con la passione per i comics (oltre che per le Rosse). “Sono nato a Modena nel giugno del 1987 e abitavo all'ultimo piano di una centralissima casa proprio di fronte al mercato di Via Albinelli: lì mia nonna faceva la spesa, lì passeggiavo con mio nonno, mano nella mano, tra la trattoria Aldina e la piazza del Duomo con i piccioni. Ricordo di aver incontrato lì, la p ...

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MODENA. Racconta con voce satura di dolcezza, nostalgia e divertimento la sua infanzia Giovanni Sighinolfi, dipendente Ferrari con la passione per i comics (oltre che per le Rosse). “Sono nato a Modena nel giugno del 1987 e abitavo all'ultimo piano di una centralissima casa proprio di fronte al mercato di Via Albinelli: lì mia nonna faceva la spesa, lì passeggiavo con mio nonno, mano nella mano, tra la trattoria Aldina e la piazza del Duomo con i piccioni. Ricordo di aver incontrato lì, la prima volta, una famiglia africana. Per me era la “bambina buia”, aveva degli occhi enormi”.

“In casa c’era il camino, un divano dall'aria vissuta, alcuni mobili restaurati da mio padre, una campanella fuori dalla porta d'ingresso. L'ingresso dava su un terrazzetto lastricato in cotto e pieno di vasi, che portava alla casa dei nonni, custodi dell'unico TV, un Telefunken che io e mio fratello potevamo guardare, alle 4 di pomeriggio”.

“Mio padre mi leggeva spesso la storia di Pinocchio da un libro consumatissimo spesso e capitava che stessi con lui anche mentre scolpiva, a Nonantola, nel suo atelier e nel giardino della Perla Verde, il suo albero delle favole. Mia madre invece insegnava a Maranello, proprio di fronte al circuito. Quasi ogni domenica andavamo a trovare i parenti in campagna, tra trattori, vigne e fossi, tavolate vocianti e griglie accese, corse in bicicletta, zanzare e la… tromba dorata dello zio che scandiva imperiosamente l'ora di sedersi suonando”.

“Le elementari per me sono la terribile e furiosa maestra Filomena, dalla calligrafia geroglifica e la minuscola bidella Loredana, amica di tutti noi, che avevamo il grembiule nero. E l’improbabile furgone Bedford verde, che mio padre aveva comprato al posto della Ritmo, col quale ci portava a scuola scaricando fumate nere di diesel come un drago infernale. Era il furgone più bello del mondo, magico, e secondo me ce l’hanno invidiato in parecchi”.“Le vacanze sapevano di mare, di fritto e salsedine, scottature, sale giochi e odore delle alghe alla mattina presto, quando la ruspa le veniva a raccogliere. E di montagna, col freddo dell'acqua nei torrenti, l'odore buono del bosco, gli … scontri con le ortiche. E la notte il terrore del buio pieno di rumori invisibili. Leggevo storie fantasy e libri di storia, Topolino e Jacovitti, anche le informazioni del bagnoschiuma; amavo anche disegnare automobili. Poi correvo in bici, scappando dalle troppe regole di casa immaginavo traiettorie e sorpassi, curva dopo curva, finché non arrivava l’ora di rincasare”.

“Quando ci siamo trasferiti nella zona del parco della Repubblica era tutta campagna, anzi palude: solo un camion rosso tristemente abbandonato riemergeva durante l'estate, ed era il momento di costruire tende e sparare petardi e giocare a indiani e cowboy con i ragazzi del vicinato, inforcare la bicicletta e partire alla volta di pericolose spedizioni soprattutto dove oggi sorge l'Esselunga e una volta c'era una fabbrica pericolante e recintata, come resistere a scavalcare i cancelli arrugginiti ed esplorare quel posto desolato e fatiscente?”.

“Col passaggio alle medie si sono creati gruppi e le relazioni sono diventate più complesse: preferenze, amori mai dichiarati, delusioni, ma anche amicizie che si sono conservate saldissime. Ero molto creativo e amavo usare l'immaginazione, ma concludevo poco. In fondo ero intimamente convinto di diventare un pilota di punta della Ferrari, ma in verità non ho mai neanche provato a montare su un go-kart”. (m.t.)