Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Modena. Collegio San Carlo scrigno di tesori nel cuore della città

Un volume della Franco Cosimo Panini sulla Fondazione Oltre 300 immagini e saggi per raccontare un tesoro d’arte

Il sogno di Franco Cosimo Panini era quello di far conoscere in tutto il mondo i monumenti più importanti di cui l’Italia è ricca. E ci era riuscito benissimo con i prodigiosi volumi di “Mirabilia Italiae” (la Basilica di S. Pietro in Vaticano, la Basilica di San Francesco ad Assisi, il Duomo di Pisa, il Tempio Malatestiano a Rimini, la Scuola Grande di San Rocco a Venezia, il Battistero di San Giovanni a Firenze, la Cappella degli Scrovegni a Padova, la Basilica di San Vitale a Ravenna…) ch ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

Il sogno di Franco Cosimo Panini era quello di far conoscere in tutto il mondo i monumenti più importanti di cui l’Italia è ricca. E ci era riuscito benissimo con i prodigiosi volumi di “Mirabilia Italiae” (la Basilica di S. Pietro in Vaticano, la Basilica di San Francesco ad Assisi, il Duomo di Pisa, il Tempio Malatestiano a Rimini, la Scuola Grande di San Rocco a Venezia, il Battistero di San Giovanni a Firenze, la Cappella degli Scrovegni a Padova, la Basilica di San Vitale a Ravenna…) che si connotano di uno splendido apparato iconografico e di saggi di eminenti studiosi. E non poteva essere dimenticato il Duomo di Modena in questa prestigiosa collana.

L’amore per la città non è di meno da parte dei cinque figli di Franco Cosimo che hanno voluto pubblicare, per la collana “Mirabili visioni”, un magnifico volume, a cura di Carlo Altini, dedicato alla Fondazione Collegio San Carlo a Modena che fin dal 1926 viene ospitata in un palazzo barocco del centro che si fa ammirevole anche con la Chiesa di San Carlo e il Portico del Collegio.

Le oltre 300 immagini, molte inedite, di Gabriele Melloni e Stefano Paolini dello “Studio cento29”, e di Ghigo Roli e i puntuali saggi di Chiara Albonico, Carlo Altini, Sonia Cavicchioli, Patrizia Curti, Roberto Franchini, Graziella Martinelli Braglia e Lucia Peruzzi e Chiara Zucchellini offrono un coinvolgente itinerario, anche di meraviglie, per conoscere il palazzo barocco nella sua struttura architettonica e nei beni culturali e artistici, dalla quadreria agli affreschi e agli arredi, di cui è custode. Dalla Sala dei Cardinali al Teatro, dalla Galleria d’Onore alla Cappella tutto parla di cultura e di arte. Ci si trova ad ammirare nella chiesa opere di Traeri (Il Trionfo della Fede), di Jacopino Consetti, Franceschini, Stringa, Vellani (Le nozze di Maria); nella Cappella dei convittori il presepio di Ciro Bisi, gli interventi pittorici di Manzini e Malatesta; nella sala dei Cardinali i ritratti di Regnier, Crescimbeni; nell’ufficio di presidenza “La cena di Emmaus” di Lucio Massari, “La Natività della Vergine” di Vellani.

Un ruolo fondamentale riveste la biblioteca, con oltre 46mila volumi, che si è progressivamente costruita un profilo di specializzazione in filosofia, scienze umane e sociali, scienze religiose. La presenza del teatro induce a considerare come la recitazione costituisse, già in passato, una pratica di rilievo per la formazione del carattere.

Nel volume, con una sezione di singolari immagini dedicate a gesti, allegorie, volti, discipline e architetture, passa la storia di circa quattro secoli di vita della Fondazione, nata nel 1626 come Collegio dei Nobili, dove per i primi 150 anni vissero e studiarono giovani provenienti dalle famiglie importanti degli Stati del Nord Italia e di Stati vicini.

«La formazione di classe dirigente è sempre stata la missione di questa istituzione ed è la missione - nota Roberto Franchini, già presidente della Fondazione - che ha saputo raccogliere nel tempo, ridefinendo continuamente gli obiettivi, gli interpreti, i valori, il perimetro culturale… Nel laboratorio della Fondazione è nato il festival filosofia, dando un contributo a mettere la cultura al centro di uno spazio pubblico condiviso». Viene evidenziata la vocazione per gli studi umanistici. Permane negli anni il carattere di eccellenza nella formazione universitaria e postuniversitaria, con una rara ampiezza di conoscenze, di ricerca.

«Con la Scuola Internazionale di Alti Studi la Fondazione - sottolinea Altini - organizza corsi di dottorato e specializzzazione per laureati europei sostenuti da borse di studio, e con il Centro culturale e il Centro Studi religiosi promuove percorsi di formazione e di discussione attraverso conferenze, convegni, seminari, letture, workshop che mirano a costruire una spazio di riflessione teorica e di dibattito pubblico sui principali temi della modernità».