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Concordia. La beffa per i lavoratori della Martini

I sindacati Fiom Cgil e Fim Cisl denunciano: "Dopo la mancata vendita e il fallimento dovrebbero essere licenziati per ottenere un minimo di reddito"

CONCORDIA. Lavoratori sospesi, senza stipendio e senza ammortizzatori sociali, alla Martini di Concordia, che si occupa di impianti di illuminazione. È 'ultima "beffa" denunciata dai sindacati, "dopo aver perso la possibilità di essere acquisiti da un nuovo acquirente, dopo che è saltato il concordato preventivo e dopo il fallimento dell'azienda" che ha lasciato i 50 addetti in ansia. La responsabilità di questa situazione, scrivono in una nota congiunta Fiom-Cgil e Fim-Cisl, "è indubbiamente di chi ha portato l'azienda al fallimento, la proprietà, non facendo investimenti utili al rilancio dell'azienda", così come "sono mancati anche investimenti sugli immobili e sui macchinari", ricordando proprio la legge che dal 2015 non permette più, in caso di percorsi concorsuali senza l'esercizio provvisorio, l'utilizzo degli ammortizzatori sociali per tutelare il reddito dei lavoratori.
Risultato: i lavoratori della Martini, paradossalmente, se oggi vogliono ottenere un minimo di reddito, devono essere licenziati e accedere al percorso dell'indennità di disoccupazione naspi. A questo
punto, Fiom-Cgil e Fim-Cisl chiedono che "in tempi rapidissimi si arrivi ad una soluzione che contemporaneamente dia risposta al reddito dei lavoratori e, nella ricerca di un nuovo acquirente, non pregiudichi la possibilità della loro futura ricollocazione in azienda".
 

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