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Castelnuovo.  Via al processo contro Castelfrigo «Assumete i 70 soci lavoratori»

Primo tentativo di conciliazione tra le parti: l’obiettivo degli addetti è il contratto diretto La chiave sarà dimostrare che la reale datrice di lavoro era la ditta e non le cooperative appaltatrici

Caso Castelfrigo, i lavoratori chiedono: "Assumeteci!" Ha avuto inizio ieri, presso il Tribunale di Modena, il processo contro la Castelfrigo. «Noi siamo qui per chiedere l’assunzione diretta di questi lavoratori da parte della Castelfrigo» ha ribadito l’avvocato Claudia Candeloro che insieme ai colleghi Marco Zaia e Daniele Trecca si sta occupando del caso. La richiesta mossa dai lavoratori, dunque, è chiara: il riconoscimento della ditta quale reale datrice di lavoro e la riassunzione immediata.Video di Gino Esposito Intervista Sara Donatelli

CASTELNUOVO. Ha avuto inizio ieri, presso il Tribunale di Modena, il processo contro la Castelfrigo. A condurre davanti al giudice i titolari dell’azienda i 70 ex soci-lavoratori delle cooperative appaltatrici licenziati lo scorso anno e protagonisti della vertenza sindacale avviata il 17 ottobre. A rappresentare i lavoratori un team di avvocati che ha studiato tutte le carte e che seguirà tutto l’iter processuale.

«Noi siamo qui per chiedere l’assunzione diretta di questi lavoratori da parte della Castelfrigo» ha ribadito l’avvocato Claudia Candeloro che insieme ai colleghi Marco Zaia e Daniele Trecca si sta occupando del caso. La richiesta mossa dai lavoratori, dunque, è chiara: il riconoscimento della ditta quale reale datrice di lavoro e la riassunzione immediata. Ieri, davanti al Giudice del Lavoro Luigi Bettini, si sono dunque trovati faccia a faccia per la prima volta dopo tanti mesi alcuni dei lavoratori licenziati ed uno dei dirigenti dell’azienda, Roberto Ciriesi, assistito dai propri legali, gli avvocati Carlo Zoli e Valentina Campion. L’udienza è durata circa mezz’ora e ha visto, come da prassi, il tentativo di conciliazione da parte del Giudice. Questa prima fase, tuttavia, proseguirà durante la prossima udienza prevista per il 27 giugno in quanto le parti dovranno adesso valutare i termini di un eventuale accordo. Qualora quest’ultimo non dovesse essere raggiunto si andrà direttamente a processo.

«Se non si troverà un accordo - termina l’avvocato Candeloro- andremo avanti con tutte le prove che abbiamo raccolto».

«Noi non aspettiamo altro che giustizia - ha invece spiegato Martin, uno dei lavoratori -. Vogliamo tornare a lavorare». Martedì, inoltre, si svolgerà una seconda udienza che vedrà nuovamente in aula i dirigenti della Castelfrigo confrontarsi con altri licenziati. Per procedere con la massima chiarezza e velocità, infatti, i 70 lavoratori che hanno fatto causa all’azienda sono stati suddivisi in gruppi. Durante l’udienza di ieri erano 14 i lavoratori in aula, tutti ex dipendenti della cooperativa appaltatrice Ilia D.A. e appartenenti alla Linea D, ovvero quel settore dell’azienda all’interno del quale vengono lavorate le gole. Martedì sarà il turno di altri due gruppi di lavoratori, appartenenti questa volta all’altra cooperativa, la Work Service. Davanti le porte del Tribunale un presidio di solidarietà, organizzato da Potere al Popolo e da Rifondazione Comunista, durante il quale sono stati esposti anche alcuni disegni. «Sono stati realizzati dal collettivo FX, autori anche del muro di Riace. Sono un gruppo di street artists attivi su temi sociali - ha spiegato Alice Miglioli del comitato Basta Schiavi - Stiamo cercando di umanizzare questa lotta e ci stiamo interrogando anche sulla dialettica che stiamo utilizzando. Evidentemente, data la scarsa partecipazione della gente, parliamo una lingua sbagliata. L’arte è invece un linguaggio chiaro e immediato».
 

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