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Contributi in ritardo, migranti in strada a Modena

Protesta in viale Martiri: «I pagamenti non sono regolari». La Prefettura: «Rispetto per tutti, contratti monitorati»

MODENA. Pagamenti ritardati per i migranti, il problema continua e la protesta torna a manifestarsi pubblicamente. Ieri mattina si è sposta in Prefettura, dove circa trenta persone hanno manifestato davanti ai cancelli di viale Martiri.

I richiedenti asilo hanno raccontato, in italiano e inglese, le loro difficoltà quotidiane, legate soprattutto ai ritardi nei pagamenti, a cominciare dal cosiddetto “pocket money”.

Molti di loro sono seguiti dalla cooperativa Caleidos, che, proprio a seguito dei continui problemi legati al mancato rimborso della propria attività, sul finire del maggio scorso ha anticipato una possibile uscita di scena dal bando per l’accoglienza (o una presenza con numeri ridotti). Tutto per gli stessi motivi che hanno portato ieri i manifestanti sotto la Prefettura: i ritardi nei pagamenti. «Vogliamo un quadro chiaro rispetto ai pagamenti della Prefettura rispetto alle cooperative - ha spiegato Stefano Re di Adl Cobas Emilia Romagna - e delle cooperative rispetto ai propri ospiti. Chiederemo di verificare tutta la documentazione. Chiediamo che i pagamenti avvengano in modo regolare sia per il passato sia da oggi in avanti. Non sono dettagli o risorse utilizzate per necessità superflue, ma il riconoscimento di diritti fondamentali per queste persone». A regime, andrebbe erogato un contributo di 75 euro al mese di pocket money (piccole spese) e di 160 euro al mese di food money (per il cibo) per ogni persona accolta. Dalla cooperativa sociale hanno lamentato ritardi di parecchi mesi nell’erogazione da Roma e stanziamenti dal proprio budget di 36mila euro al mese, poi non richiesti indietro quando finalmente arrivano le risorse dallo Stato.

«Dev’essere un impegno garantire un diritto riconosciuto dalle leggi italiane e internazionali - ha ribadito Re - verso persone che non ha nessuna colpa da espiare. Hanno la sfortuna di doversi muovere, abbandonare il proprio Paese, arrivare in Europa e in Italia». Una delegazione di sindacalisti e richiedenti asilo è stata poi ricevuta in Prefettura. Durante l’incontro sono stati affrontati i temi legati all’accoglienza e alla gestione delle strutture in cui i secondi sono ospitati. Mentre i delegati erano ricevuti negli uffici di viale Martiri, il gruppo di manifestanti si è suddiviso in piccoli circoli. Alcuni rappresentanti sono rimasti con le bandiere davanti alla sede della Prefettura, lasciando comunque libera la possibilità di circolare a pedoni e pedalatori lungo la ciclopedonale.

Così non è andata per il normale traffico del martedì.

Un mezzo della polizia municipale ha infatti impedito l’accesso a tutti i veicoli a motore da largo Porta Bologna in avanti fino allo scioglimento della manifestazione. Ai margini del parco Sandro Pertini si sono spostati alcuni manifestanti, sedendosi l'uno al fianco dell'altro, condividendo esperienze e speranze in attesa di conoscere l’esito dell’incontro.

Alla fine, la Prefettura ha emesso una nota in cui conferma di proseguire nella strada della «massima

attenzione in tema di verifica delle modalità di accoglienza dei migranti». Un’azione, hanno assicurato dall’ente, svolta «nel quadro di un sistema sottoposto a continuo monitoraggio finalizzato ad assicurare il rispetto dei diritti e la corretta esecuzione contrattuale».
 

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