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Gloria sforna il Re Bensone

Gloria sforna il Re Bensone

Lei ha vinto la disfida del dolce tradizionale

MODENA. Che lo si chiami bensòun, busilan o zambèla, a seconda dell’area di provenienza poco cambia. Il bensone rimane un dolce popolare, da sempre preparato con pochi genuini ingredienti, ottimo a colazione, ma ideale anche a fine pasto, intinto nel vino. La sua origine è da sempre contesa tra Modena, Mantova, Reggio e la Romagna.

C’è chi lo prepara con la granella di zucchero, c’è chi, invece, preferisce guarnire il bensone con lo zucchero semolato e c’è ancora chi non fa altro che spennellare col tuorlo d’uovo la superficie dello stesso perché, com’è stato ricordato in occasione della Disfida del Bensone, «era un dolce povero e molte famiglie, in passato, non avevano la possibilità di guarnirlo con lo zucchero». Le varianti per la preparazione di questo dolce sono davvero tante. Ma, attraverso un esame visivo, olfattivo e gustativo, l’avvincente Disfida del Bensone, giunta quest’anno alla seconda edizione, ha proclamato i migliori, annunciati durante la manifestazione Nocinopoli.



Il concorso è stato organizzato da “Maranello Tipico”, comitato comunale che valorizza i prodotti del territorio, in collaborazione con l’associazione Il Matraccio. «La manifestazione dedicata al bensone - ha sottolineato Ivano Biolchini di “Maranello Tipico” - è importante per mantenere viva la tradizione e la bontà dei prodotti “fatti in casa”. Anche quest’anno abbiamo avuto un buon riscontro da parte degli appassionati». Durante la serata di degustazione sono stati giudicati 22 campioni, da una commissione composta da 18 tavoli formati ognuno da 3 assaggiatori. «Non esiste una vera e propria figura del maestro assaggiatore di bensone - ha detto Giorgio Solmi, de Il Matraccio - ma c’è una giuria popolare». Così, per una sera, in diversi si sono prestati a svolgere questo, tutt’altro che ingrato, compito. La sfida ha visto trionfare sul gradino più alto del podio la modenese Gloria Veronesi, il secondo posto se l’è aggiudicato Graziella Miari di Novellara (RE), in terza posizione si è classificata Anna Bursi di Maranello.



Ma quali sono le caratteristiche valutate?

«Il colore, nelle varie tonalità di giallo - ha mostrato Giorgio Gaetani, de Il Matraccio - la persistenza del gusto e il profumo. In generale si può dire che un buon bensone deve essere in tutti i suoi aspetti equilibrato». «In realtà ci sarebbe anche un altro modo per valutare un buon bensone - ha aggiunto Solmi - cioè intingerlo nel vino e vedere se la fetta si rompe oppure no. Se la fetta rimane compatta allora è un bensone fatto bene». La ricetta prevede: 400 grammi di farina, 150 grammi di zucchero, 100 grammi di burro, 2 uova intere, una bustina di lievito, la scorza di un limone, mezzo bicchiere di sassolino e altrettanto di latte. Una volta amalgamati gli ingredienti e data la forma allungata, va spennellato col tuorlo d’uovo e va aggiunta la granella di zucchero. Infine la cottura: in forno per 40 minuti a 180 gradi.
 

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