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Modena, sfila la protesta contro i porti chiusi

«Restiamo umani ma soprattutto apriamo i porti alla solidarietà e al prossimo, bisognoso di aiuto». Questo il monito di varie associazioni modenesi, aderenti a Tam Tam di Pace, che ieri sono scese in Largo Sant’Agostino per ribadire il loro no alla decisione di chiudere i porti italiani alla nave “Aquarius”

Modena, protesta contro la chiusura dei porti «Restiamo umani ma soprattutto apriamo i porti alla solidarietà e al prossimo, bisognoso di aiuto». Questo il monito di varie associazioni modenesi, aderenti a Tam Tam di Pace, che ieri sono scese in Largo Sant’Agostino per ribadire il loro no alla decisione del neo ministro Matteo Salvini di chiudere i porti italiani alla nave “Aquarius” con a bordo 629 migranti, tra i quali donne incinte e minori, proveniente dalla Libia. Video di Gino Esposito Interviste Serena Fregni

«Restiamo umani ma soprattutto apriamo i porti alla solidarietà e al prossimo, bisognoso di aiuto».

Questo il monito di varie associazioni modenesi, aderenti a Tam Tam di Pace, che ieri sono scese in Largo Sant’Agostino per ribadire il loro no alla decisione del neo ministro Matteo Salvini di chiudere i porti italiani alla nave “Aquarius” con a bordo 629 migranti, tra i quali donne incinte e minori, proveniente dalla Libia. Una protesta, quella di “Aprite i porti!”, come sostengono gli organizzatori, che nasce dall’esigenza di rimanere umani prima di tutto e contro la volontà del governo di chiudere i porti italiani.

«È doveroso - afferma Vittorio Venturi di Movimento non violento - come associazioni modenesi unite in “Tavolo Associazioni Modena di Pace” essere qui oggi. Condividiamo la centralità dei diritti umani, sui quali non si discute e non si transige soprattutto quando questi sono minacciati, offesi e oltraggiati. Di fronte a questa situazione di chiusura noi abbiamo sentito il dovere di chiamare a raccolta i modenesi per affermare il valore supremo dell’umanità». Ed erano tante le persone in Largo Sant’Agostino dove erano presenti, oltre ad Arci anche Acli, Casa delle Cultura, tutte facenti parti di Tam Tam di Pace per rilanciare l’importanza di restare umani anche in questa delicata situazione della gestione dei flussi migratori.

«I flussi vanno regolati - afferma Domenico Campana di Casa per la Pace - vanno messi in condizioni di sicurezza ma questo può essere il frutto di un lavoro tenace e di rispetto delle relazioni inter-mediterranee e di collaborazione fra i vari stati europei e fra le varie società civili». Ad aprire la manifestazione Anna Ferri di Arci, che ha ricordato come non si possano lasciare 629 persone in mare, fuori dai porti italiani: «Non si può fare, non è una questione di colore politico o di religione, è una questione di umanità, una questione che riguarda le leggi della semplice umanità. Non possiamo non essere un popolo accogliente, ci sono dei problemi con l’Europa, ci hanno lasciati soli ma non è questo il modo di risolverli perché non si tratta con le vite delle persone». Collaborazione e aiuto reciproco, ecco quello che sostengono anche i vari cittadini presenti, chi con la bandiera della pace, chi con i cartelli “Porti aperti” e fasce bianche con su scritto “Umanità aperta”, tutti con un unico scopo, quello di non chiudersi davanti al prossimo e davanti a persone che gridano aiuto, come sostengono anche Rossella Caci di Acli e Lilya Hamadi di Arci: «Chiediamo a voce alta al governo che venga rispettata in primis la Costituzione e l’articolo 10 che è fondamentale come rispettare la carta dei diritti dell’uomo e del cittadino».

Serena Fregni
 

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