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Modena. La rabbia degli agenti «Allarme sicurezza e noi lasciati soli»

Il Siulp incredulo per la liberazione dell’uomo con mannaia «Si sentono liberi di assalirci: sanno che in galera non vanno»

MODENA. «Siamo soli e aspettiamo il morto» E il morto in questione potrebbe essere un agente della polizia. Ad esternare questa preoccupazione, a nome di tutti i colleghi, è il Siulp sindacato di polizia dopo l’episodio dell’uomo armato di mannaia durante una rissa che all’arrivo degli agenti si è scagliato contro di loro. L’uomo è stato fermato, ma poi rilasciato dal magistrato, nonostante quanto avvenuto e il fatto che l’uomo, oltre a girare armato di mannaia, fosse stato colpito da un divieto di non ritorno a Modena a causa dei suoi precedenti per spaccio e violenze. «Solo la professionalità e preparazione degli agenti - scrive il Siulp - Ha permesso che nessuno si facesse male, quando quell’uomo si è scagliato contro i colleghi. Ma quanto può durare? E non è vero che non si fanno male i poliziotti, la verità è che non si fanno più refertare e vanno in servizio, anche se malati o contusi perché sono talmente pochi che assentandosi dal lavoro o viene a mancare una volante o saltano le ferie per un collega».

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Ma al di là di questo il Sindacato allarga il discorso a quello che deve essere la preoccupazione per i cittadini: la situazione sicurezza a Modena. E la situazione non è per nulla tranquillizzante. La doppia rissa dell’altro giorno tra via Crispi e via dell’Abate è solo uno dei tanti segnali di una situazione che deve preoccupare. Per non parlare delle decine e decine di furti che mensilmente avvengono in città ad abitazioni ed aziende. «La situazione è grave, gravissima - spiega in proposito il Siulp - Ma nessuno ne parla perché non se ne deve parlare, perché forse è più semplice predicare il “va tutto bene, Modena è un’isola felice, le denunce sono in calo... Sono solo percezioni!” E allora ci limitiamo a ripetere ciò che la gente da tempo dice: “non facciamo denunce per sfiducia nelle istituzioni e per paura di ritorsioni”. Questa è la verità».

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E la situazione non può che peggiorare, prosegue il Siulp, perché nei tre mesi dell’estate sulla città che si trova in questa condizione vigileranno soltanto due pattuglie da due agenti ciascuna «Vi sembra normale con tutto quello che accade ogni giorno?»

E oltre ad essere pochi sulle strade, gli agenti ripetono ancora una volta di sentirsi come quelli che cercano di svuotare il mare con un secchio bucato... «Ma come è possibile che nella stessa giornata un ladro di bicicletta con divieto di dimora venga arrestato e un rissaiolo dedito allo spaccio con divieto di dimora, che brandisce una mannaia contro i poliziotti invece no? C’è qualcosa che non va! Siamo stanchi di slogan sulla nostra pelle. Siamo stanchi di conferenze stampe e presentazioni di propaganda di libri e di diari... Vogliamo attenzione al lavoro vero di poliziotto. Quello che sta in mezzo alla strada a combattere i delinquenti che ormai girano armati di pistole edi mannaie e di coltelli e non esitano ad affrontarli perché tanto in galera non ci vanno. Cambiate le regole cari politici perché la misura è colma. Hanno ragione i cittadini a chiedere più sicurezza ; se c’è da intervenire noi lo facciamo esclusivamente per loro perchè questo Stato non tutela più i propri servitori». A conclusione un appello a politici e amministratori «Guardatevi i filmati che girano sul web e poi chiedetevi perché le forze dell’ordine hanno paura a intervenire, per poi essere indagati se qualcuno si fa male. Se ci difendiamo o difendiamo la gente finiamo in tribunale a nostre spese e magari sospesi dal servizio. Come si può lavorare così?»
 

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