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L’incanto del Bucamante Amore d’acque e sentieri

I due cammini che prendono il nome dagli innamorati Odina e Titiro Le cascate raggiungibili in breve da Modena: che non temono confronti

Afa e aria densa in città? Durante l’estate (che arriverà, dai) perché non organizzare una gita fuori porta dirigendosi verso l’Appennino, a respirare aria fresca, riempirsi gli occhi di natura e bellezza e andare a scoprire un angolo ancora incontaminato, protetto da un bosco che sembra magico, di carpini, aceri, cornioli, maggiociondoli e quercioli e che racchiude una leggenda antica… Iniziamo proprio da qui, da una storia d’amore. Lei si chiamava Odina, lui Titiro. Lei era una giovane nob ...

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Afa e aria densa in città? Durante l’estate (che arriverà, dai) perché non organizzare una gita fuori porta dirigendosi verso l’Appennino, a respirare aria fresca, riempirsi gli occhi di natura e bellezza e andare a scoprire un angolo ancora incontaminato, protetto da un bosco che sembra magico, di carpini, aceri, cornioli, maggiociondoli e quercioli e che racchiude una leggenda antica… Iniziamo proprio da qui, da una storia d’amore. Lei si chiamava Odina, lui Titiro. Lei era una giovane nobildonna, lui un pastore. Si incontrarono un giorno eppoi un altro e un altro ancora. Ci furono sguardi e sorrisi e si innamorarono, la giovane nobildonna e il pastore. Si incontravano in segreto, in un bosco, vicino a un corso d’acqua, racconta la leggenda. Vivevano il loro amore protetti dagli sguardi benevoli e silenziosi degli alberi del bosco. Benevola la natura, meno gli umani che li scoprirono e decisero che no, il loro amore non poteva esistere. E così loro decisero che nessun umano avrebbe potuto dividerli e un giorno – chissà se tenendosi per man -, si buttarono nel vuoto. Lì, dove il rio Bucamante, il principale affluente del fiume Tiepido, diventa cascata. Il nome stesso Bucamante è la contrazione di “buca degli amanti” e mantiene, nel nome, il ricordo di questa storia triste.

Per raggiungere le cascate del Bucamante da Modena basta percorrere la SS12 Nuova Estense in direzione Abetone, Serramazzoni – Pavullo nel Frignano. Si passa Torre Maina, si lascia sulla destra la ceramica Serra, e dopo circa cinque km si trova il bivio per Pazzano. Si imbocca e si segue fino a Granarolo. In centro al borgo si trova un parcheggio dove si può lasciare l’auto. E da qui (con scarponcini adatti!) si può imboccare uno dei due sentieri che portano proprio alle cascate del Bucamante. Si chiamano proprio Odina e Titiro, i due sentieri: costeggia le cascate quello di Odina, arriva da sopra quello di Titiro. Si tratta di un anello quindi è possibile provarli tutti e due. I sentieri sono adatti anche ai bambini. Sconsigliato invece per passeggini e persone con ridotta mobilità. Alle cascate è possibile arrivare anche dal borgo di Monfestino, che si raggiunge lasciando la ss12 al bivio Serramazzoni – San Dalmazio e girando a destra, seguendo le indicazioni, proprio davanti al cartello (e alla trattoria) del Passo del Colombaccio. (m.t.)