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Punto nascite, il Frignano cerca lo spiraglio

Pavullo. I parlamentari all’incontro della Bettini: «Il Governo è sensibile, ora la Regione ci provi»

PAVULLO . Un doppio impegno a lavorare in Regione e a Roma perché a Pavullo possa riaprire il punto nascite. È quello che ha chiesto e ottenuto Maria Cristina Bettini del Comitato “Salviamo l’ospedale” dagli intervenuti venerdì in Unione per analizzare il quadro sanitario nel Frignano. C’erano le deputate Stefania Ascari (M5S) e Benedetta Fiorini (FI), i consiglieri regionali Andrea Galli (FI) e Giulia Gibertoni (M5S), il leghista Stefano Corti e il sindaco di Fiumalbo Mirto Campi. In platea ...

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PAVULLO . Un doppio impegno a lavorare in Regione e a Roma perché a Pavullo possa riaprire il punto nascite. È quello che ha chiesto e ottenuto Maria Cristina Bettini del Comitato “Salviamo l’ospedale” dagli intervenuti venerdì in Unione per analizzare il quadro sanitario nel Frignano. C’erano le deputate Stefania Ascari (M5S) e Benedetta Fiorini (FI), i consiglieri regionali Andrea Galli (FI) e Giulia Gibertoni (M5S), il leghista Stefano Corti e il sindaco di Fiumalbo Mirto Campi. In platea anche sindaci, consiglieri e membri dei comitati.

Richiamando l’accordo Stato-Regioni del 2010 che ha disposto la soglia “fatale” dei 500 parti, la Bettini ha subito precisato: «L’accordo dice anche i punti nascita possono essere tolti solo nel momento in cui c’è un sistema di emergenza-urgenza con trasporto assistito materno e neonatale, il cosiddetto Sten o Stam. Noi sappiamo che Pieve, Riolunato e Fiumalbo tuttora non hanno una copertura standard nell’emergenza-urgenza. E in elicottero una partoriente non può salire. Se è vero che 5 minuti fanno la differenza, l’istanza di deroga va riesaminata dal Ministero visti gli errori sulle distanze che ho evidenziato, trasmessi a Roma per primo dal sindaco Campi, e da altri».

Proprio sulla base di questi errori Gibertoni ha chiesto alla Regione di procedere subito con una nuova istanza di deroga, «che va fatta evidenziando anche come il sistema di emergenza-urgenza non sopperisca alla mancanza del punto nascite. Un accordo con lo Stato può togliere anche le sanzioni alle Regioni che mantengono aperti i reparti sotto quota 500. Il Governo può essere disponibile all’ascolto, ma la Regione faccia domanda».

«Il Governo si sta interessando dei punti nascita nelle aree montane - ha confermato la Ascari - lo stesso premier Conte nel suo discorso programmatico ha preso un impegno solenne in questo senso».

«Va invertito subito il percorso deliberato di impoverimento del territorio» ha sentenziato Galli. «La Regione ha sempre avuto scarso interesse per la montagna» ha rilanciato Corti.

«È vero che la popolazione è bassa, ma non tutto è riducibile a numero» ha detto la Fiorini, assicurando vigilanza a Roma anche tra le fila dell’opposizione: «Ho pronta un’interrogazione al nuovo ministro per la riapertura dei punti nascita di Pavullo, Borgotaro e Castelnuovo Monti: mi aspetto fatti e conto i giorni per raggiungere l’obiettivo, per il bene di chi vive in montagna».

«Senza punto nascite, il Frignano non ha identità» ha rimarcato Campi. «La montagna non elemosina servizi ma fa richiesta legittima di diritti» ha detto tra il pubblico la consigliera pavullese Pd Stefania Cargioli che era con Gian Domenico Tomei.

«In tutte le sedi ho chiesto la riapertura del punto nascite appena si fosse aperto uno spiraglio - ha detto a sua volta il sindaco Luciano Biolchini - ora forse qualcosa si muove col nuovo Governo, che può anche richiamare di sua iniziativa la Regione, nel caso non si muova». (dm)