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Quella casa pericolante dimora degli abusivi

Bomporto. Torna l’emergenza a Sorbara nell’abitazione abbandonata di proprietà della parrocchia

BOMPORTO. Armadio, materassi, abiti e resti di cibo in una delle stanze al piano superiore sono spariti; come la montagna di rifiuti nella stanza attigua. Lo stesso non si può dire dei due ambienti al piano terra dove in uno, tra la sporcizia, trovano posto una borsa da donna vuota buttata in un angolo, fogli e libri di testo stracciati, l’immancabile bottiglia di birra mezza piena e anche un contatore della luce in funzione. Nell’altra stanza, invece, addirittura dei banchi in legno da chie ...

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BOMPORTO. Armadio, materassi, abiti e resti di cibo in una delle stanze al piano superiore sono spariti; come la montagna di rifiuti nella stanza attigua. Lo stesso non si può dire dei due ambienti al piano terra dove in uno, tra la sporcizia, trovano posto una borsa da donna vuota buttata in un angolo, fogli e libri di testo stracciati, l’immancabile bottiglia di birra mezza piena e anche un contatore della luce in funzione. Nell’altra stanza, invece, addirittura dei banchi in legno da chiesa opportunamente avvicinati a formare un letto di fortuna. Chiari segnali che nell’abitazione - che dovrebbe essere vuota perché pericolante e dichiarata inagibile post sisma - qualcuno ci “abita” ancora. Abusivamente.

Si parla della casa di via Verdeta, in pieno centro a Sorbara. Dello stabile, di proprietà della vicina parrocchia, ci si era occupati un anno fa su segnalazione dei residenti preoccupati del fatto che fosse diventato un’alcova abusiva per un gruppo di stranieri con tutti i disagi del caso. Tanto che una mattina erano intervenuti anche i carabinieri. E per un po’, infatti, l’abusivismo abitativo era cessato. Almeno fino a due settimane fa, quando i soliti residenti si sono accorti “che i giri nella casa sono ripresi”. E culminati con un risveglio notturno - venerdì - spiacevole per chi ci abita vicino.

«Intorno all’una ho sentito un uomo che davanti all’abitazione gridava: “Alì vieni fuori, Alì lo so che sei lì”. E Dopo venti minuti, dall’interno, si è udito un urlo di dolore da parte di un altro uomo, come se qualcuno gli avesse fatto del male. Ho avuto paura. La casa è pericolante e dovrebbe essere vuota ma non è così: vanno e vengono indisturbati. Anche perché sul retro la vegetazione è cresciuta a tal punto da essere diventata una comoda “copertura”, calcolando poi che non c’è più la porta. Questa situazione è intollerabile: siamo in pieno centro, ci sono dei negozi, i ragazzini giocano lì tutto il giorno. Con quello che succede oggigiorno siamo preoccupati, adesso basta: qualcuno faccia qualcosa».

Valentina Corsini