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Morti sotto le macerie a Medolla: «La Procura riapra il caso»

La mamma di Giordano Visconti presenta un’altra denuncia-querela L’inchiesta sulle vittime all’Haemotronic è stata archiviata: «Ma ho nuove prove»

MEDOLLA. Un dolore insormontabile che non le ha tolto però la voglia di combattere e di invocare giustizia. A sei anni dal terremoto che le ha portato via per sempre il figlio Giordano Visconti - morto il 29 maggio 2012 nel crollo della Haemotronic di Medolla insieme ai colleghi Biagio Santucci, Matteo Serra e Paolo Siclari - Anna De Prisco, 72 anni, si è recata ieri mattina in Procura per depositare due corposi e documentati atti: una denuncia ed un’istanza in cui si sollecita il pubblico m ...

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MEDOLLA. Un dolore insormontabile che non le ha tolto però la voglia di combattere e di invocare giustizia. A sei anni dal terremoto che le ha portato via per sempre il figlio Giordano Visconti - morto il 29 maggio 2012 nel crollo della Haemotronic di Medolla insieme ai colleghi Biagio Santucci, Matteo Serra e Paolo Siclari - Anna De Prisco, 72 anni, si è recata ieri mattina in Procura per depositare due corposi e documentati atti: una denuncia ed un’istanza in cui si sollecita il pubblico ministero a richiedere la riapertura del processo per omicidio colposo inerente la morte di alcuni lavoratori a causa del crollo del capannone industriale. Morti che, secondo i nuovi atti, avrebbero potuto essere evitate.

Sotto accusa in particolare il ruolo dei componenti del Servizio Nazionale e Regionale della Protezione Civile, quali la Commissione Grandi Rischi- Settore Rischio Sismico e la Regione. Istanza e denuncia sono state presentate dalla De Prisco sulla base di una valutazione giuridica dei fatti più tecnica nonché su innovativi elementi probatori acquisiti di recente grazie all’assistenza legale dall’avvocato Antonio Giardina del Foro di Barcellona (Messina) - esperto nel ramo del Diritto dell’Ambiente, Sismicità e Protezione Civile - affiancato dall’avvocato Patrizio Guarino del Foro di Napoli, già nominato in precedenza nei procedimenti penali per omicidio colposo.

I legali, dopo una attenta disamina giuridica dei fatti e degli atti, hanno incentrato la denuncia e l’istanza sull’accertamento delle condotte tenute dai componenti del Servizio nazionale e regionale della Protezione Civile, le cui incongruenze e lacune sono state fra l’altro denunciate anche dal consigliere Comunale di Bastiglia Antonio Spica, gìà autore di diversi esposti alla Procura proprio sui fatti del 2012.

«Sono fiducioso del lavoro svolto dagli avvocati ed è auspicabile la riapertura del processo che dovrà portare a pene esemplari nell’interesse di tutti e nel rispetto delle vittime e dei familiari che attendono giustizia» ha detto Spica.

La prima inchiesta sulle morti causate dal crollo dello stabilimento medollese venne infatti archiviata dal Gip dopo che la Procura non aveva ravvisato reati chiedendo a sua volta l’archiviazione per i 12 indagati, tra cui l’amministratore delegato della Haemotronic e il tecnico, che aveva rilasciato l’agibilità dello stabilimento dopo la scossa del 20 maggio e prima di quella del 29 quando si verificarono i quattro decessi.