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Otto ore di attesa al pronto soccorso per fare una visita

Un’attesa di otto ore al pronto soccorso del Ramazzini. Lunedì pomeriggio una ragazza di San Prospero ha accompagnato il padre al pronto soccorso attraverso la ricetta del medico curante che...

Un’attesa di otto ore al pronto soccorso del Ramazzini. Lunedì pomeriggio una ragazza di San Prospero ha accompagnato il padre al pronto soccorso attraverso la ricetta del medico curante che prescriveva una visita urologica con urgenza.

«Dopo una settimana di coliche renali sedate al pronto soccorso di Mirandola e una visita urologica privata la patologia riscontrata dal medico ha variato conformazione insospettendo il medico curante - spiega la ragazza - Così lunedì mio padre è stato mandat ...

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Un’attesa di otto ore al pronto soccorso del Ramazzini. Lunedì pomeriggio una ragazza di San Prospero ha accompagnato il padre al pronto soccorso attraverso la ricetta del medico curante che prescriveva una visita urologica con urgenza.

«Dopo una settimana di coliche renali sedate al pronto soccorso di Mirandola e una visita urologica privata la patologia riscontrata dal medico ha variato conformazione insospettendo il medico curante - spiega la ragazza - Così lunedì mio padre è stato mandato al pronto soccorso. Siamo rimasti ad aspettare dalle 14 alle 22. All’accoglienza del Triage hanno lasciato mio padre e altri pazienti che erano lì dalle 11 senza una minima visita sommaria. Non contesto il fatto che Carpi abbia una mole di urgenze elevate, ma non è ammissibile che l’istituzione sanitaria permetta tempi di attesa simili. Un codice rosso ha la priorità assoluta ma un codice giallo, il caso di mio padre, significa che il pazienta presenta una parziale compromissione delle funzioni dell’apparato circolatorio o respiratorio o che lamenta dolori e anche se non c’è pericolo di vita necessita quanto prima di un controllo. Da referto rilasciato risulta che papà alle 22.15 è stato finalmente chiamato per la visita e l’uscita è alle 22.36. Quindi un’attesa di otto ore per una visita di una manciata di minuti? La relazione clinica cita nella diagnosi la parola “acuta” dove c’è un richiamo per ritornare l’indomani (ieri per chi legge, ndr) per una visita urologica. Questa non vuole essere una mancanza di rispetto verso gli operatori della struttura, ma un giudizio negativo sull’istituzione sanitaria che nel 2018 permette un tracollo simile». (s.a.)