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Lo smarrimento e la vergogna davanti all’odio e all’esclusione

Scrittrici e scrittori, illustratrici e illustratori per bambini rilanciano l’appello Uniti per i diritti civili e il rispetto della Costituzione: qualunque valigia si abbia

C’è chi preferisce lo zaino, chi il trolley, chi quelle rigide, chi vorrebbe la borsa magica di Mary Poppins. Al di là dei gusti personali questo, per molti, è tempo di valigie. Sono maturati come le ciliegie articoli nei giornali, manuali in libreria, e tutorial su youtube che spiegano come ottimizzare lo spazio, come piegare la biancheria, cosa portare, cosa evitare. Non parliamo poi delle informazioni sulle regole d’imbarco delle compagnie low cost e di bandiera. E che sia per qualche gio ...

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C’è chi preferisce lo zaino, chi il trolley, chi quelle rigide, chi vorrebbe la borsa magica di Mary Poppins. Al di là dei gusti personali questo, per molti, è tempo di valigie. Sono maturati come le ciliegie articoli nei giornali, manuali in libreria, e tutorial su youtube che spiegano come ottimizzare lo spazio, come piegare la biancheria, cosa portare, cosa evitare. Non parliamo poi delle informazioni sulle regole d’imbarco delle compagnie low cost e di bandiera. E che sia per qualche giorno, per settimane o mesi, fuori porta, in Italia o all’estero, via, su, arrivano le vacanze. In fondo, a pensarci bene, la valigia non è quasi mai, e quasi per nessuno, solo un oggetto-contenitore. Valigia è sinonimo di viaggio, di avventura, di novità, è un contenitore metaforico che custodisce memorie e ricordi, tradizioni, usi, riti, odori, sapori, un qualcosa che ci appartiene, che si porta appresso, che si trascina, una appendice di ognuno di noi che diventa leggera o pesante a seconda delle situazioni.

In questi mesi abbiamo anche visto una foto con una valigia di quelle in pelle, quelle che noi non usiamo più, con dentro un bimbo addormentato. Suo papà era in coda, in cammino, stava scappando dalla regione della Ghouta orientale, a piedi, in colonna. “Un amorevole padre trasporta il suo bene più prezioso lontano dai feroci combattimenti nella Ghuta orientale, in Siria. Siamo sul terreno per fornire assistenza di emergenza”, si leggeva in un tweet dell'Unicef che ha pubblicato la foto. Eh, in Siria c’è la guerra. Dai, su è estate. Torniamo a noi, torniamo in Italia.

Va bene, canticchiamo. “La mia valigia, casa a tracolla, due occhi, due orecchie, due ruote, due zeta. La mia valigia, casa perfetta,il massimo dal minimo indispensabile. La mia valigia, treno dei sogni, piegati, perfetti, nascosti nel buio nascosti nel caos, dentro di me viaggiare è sognare, è un atto d’amore. La mia valigia è dentro, la mia valigia è il vento. Pronta a partire, pronta a tornare Pronta a deviare di terra e a deviare di mare La valigia è il mondo, è il mondo da amare. La mia valigia è sempre in movimento” han sintetizzato i Litfiba nel 2012.

Torniamo a noi, dicevamo. Tra coloro che portano con sé valigie piene di storie, metaforiche e non, ci sono gli scrittori e gli illustratori. E arriva proprio da loro un messaggio forte (che ha già ricevuto centinaia di adesioni). Un appello: “Noi scrittrici e scrittori, illustratori e illustratrici per bambini e per ragazzi, abbiamo spesso raccontato il mondo che è stato, con i suoi mille soli ma anche con le sue tenebre: guerre, violenze, persecuzioni, schiavitù e razzismi. Altrettanto spesso abbiamo immaginato mondi nuovi, capaci di sanare le piaghe degli ultimi e di ridare respiro ai principi dell'accoglienza, del rispetto, della cura e della carezza tra esseri umani, a qualsiasi latitudine la sorte abbia decretato la loro nascita. Per tutto questo oggi non esitiamo a dire forte la nostra costernazione, lo smarrimento, la vergogna per le parole d’odio e di esclusione scagliate da rappresentanti del governo... Convinti come siamo che le parole possano pesare e costruire come pietre, o volare e far sognare come piume, ribadiamo la necessità del rispetto fedele e felice della Costituzione, e prima ancora del diritto inalienabile alla piena libertà di ciascuno, uomo, donna e bambino”. (Lo trovate completo su Fb, alla pagina “Scrittori e Illustratori per i Diritti Civili“).

I bambini, se li osservi, in valigia mettono semplicemente un peluche, un gioco, un ciuccio, a volte un sasso, una piuma, un fazzoletto. Vanno alla sostanza. Cercano di portarsi casa addosso, dentro a una valigia. E il fatto è che tra un trolley, una borsa magica alla Mary Poppins e il niente, ci sta davvero di mezzo il mare. E il deserto dell’anima, a volte.