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Villa Tusini diventerà la piccola Fico della Bassa

SAN PROSPERO. «La riporteremo al suo antico splendore». Queste le parole dell’architetto Vincenzo Vandelli che, insieme ad un team di ingegneri e architetti, si sta occupando del progetto di...

SAN PROSPERO. «La riporteremo al suo antico splendore». Queste le parole dell’architetto Vincenzo Vandelli che, insieme ad un team di ingegneri e architetti, si sta occupando del progetto di riqualificazione e recupero di Villa Tusini. La storica residenza, costruita nel 1822 e chiusa nel 2005, tornerà finalmente a brillare. Una costruzione voluta dalla famiglia Tusini che comprende, oltre alla villa, bassi comodi, un giardino ottocentesco, un bosco e un lungo viale (in passato alberato) che ...

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SAN PROSPERO. «La riporteremo al suo antico splendore». Queste le parole dell’architetto Vincenzo Vandelli che, insieme ad un team di ingegneri e architetti, si sta occupando del progetto di riqualificazione e recupero di Villa Tusini. La storica residenza, costruita nel 1822 e chiusa nel 2005, tornerà finalmente a brillare. Una costruzione voluta dalla famiglia Tusini che comprende, oltre alla villa, bassi comodi, un giardino ottocentesco, un bosco e un lungo viale (in passato alberato) che dalla statale Canaletto, dove si trova ancora l’entrata principale con la cancellata, conduce all’ingresso. Un’area di 82mila metri quadrati che il Comune ha acquistato nel 2005 e diventata di proprietà nel 2012, dopo anni di vertenze legali, che ha resistito al terremoto e che oggi si appresta a diventare il fulcro del paese.

Tutto questo grazie non solo al progetto preliminare presentato alla cittadinanza martedì nel cortile della villa, ma anche 3 milioni di euro di contributo post sisma per l’opera.

«Siamo davvero contenti e soddisfatti - commenta il sindaco Sauro Borghi - finalmente daremo una svolta alla villa e verrà dato risalto alla bellezza di un luogo che diventerà il nuovo centro di San Prospero».

Un progetto ambizioso che dovrebbe includere i produttori locali e le eccellenze del territorio, una piccola “Fico” e allo stesso tempo un ritorno alla civiltà contadina come l’ha definita l’architetto Vandelli: «Deve raccontare la storia e la tradizione del territorio».

Un intervento che andrà quindi a sistemare senza cambiare la struttura originale: «Seguiremo le linee classiche per un progetto di consolidamento di un edificio monumentale - spiega l’ingegnere Luca Speroncini - cercheremo di irrigidire la struttura senza appesantirla». E per chi vuole ammirare la villa com’era “una volta” può guardarsi il film “La bella di Lodi” datato 1963 con Stefania Sandrelli con alcune scene girate appunto a Villa Tusini. —

SERENA FREGNI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.