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Pane, eterna magia nelle fotografie di Franca Lovino

Uno sguardo curioso e appassionato su un prosotto protagonista della nostra tavola e della nostra cultura

Buono da mangiare e bello da vedere. Si parla, naturalmente, del pane. Lo sa bene Franca Lovino che ha voluto affidare alla sua macchina fotografica i pani d’Italia in un elegante volume (28 euro) delle Edizioni Artestampa.

In 133 pagine sono le immagini, oggetto di uno sguardo incantato e carezzevole dell’artista, a rendere ancora più appetibile questo prezioso alimento che in molti luoghi viene curato con passione, dedizione.

Il pane diventa anche simbolo, emblema di località turistiche di ...

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Buono da mangiare e bello da vedere. Si parla, naturalmente, del pane. Lo sa bene Franca Lovino che ha voluto affidare alla sua macchina fotografica i pani d’Italia in un elegante volume (28 euro) delle Edizioni Artestampa.

In 133 pagine sono le immagini, oggetto di uno sguardo incantato e carezzevole dell’artista, a rendere ancora più appetibile questo prezioso alimento che in molti luoghi viene curato con passione, dedizione.

Il pane diventa anche simbolo, emblema di località turistiche di cui la fotografa modenese è andata alla ricerca in un una sorta di “tour” culturale. Anche le persone che lo preparano con maestria, dalla lavorazione alla cottura, quelle che esprimono gioia nel metterlo in mostra, i bambini che lo addentano con gusto sembrano manifestare l’eterna riconoscenza alla sua prodigiosa squisitezza.

Amorevole è la ricognizione di visione incantata che la Lovino porta a questo cibo universale, cogliendone il candore e la multiforme esistenza, senza disperdere la sensazione della bontà, del profumo che esso emana. “Ogni pane – sostiene la fotografa – racconta una storia, un luogo geografico, il perdurare di una tradizione mai cessata… In ogni cultura il pane assume valenza simbolica”. Alcuni pani l’artista li ho cercati perché ne conosce la loro storia, altri si sono rivelati nella loro genuinità. C’è da cogliere nelle immagini un intreccio di legami affettivi, di gioie e anche di pene che la povertà ha prodotto per la mancanza di un tozzo di pane. La fotografa mira pure ad esaltare il miracolo della natura, dalle spighe ondeggianti in un campo di grano alla mietitura, dalle farine prodotte da mulini anche ad acqua ai pani, di segale della Valtellina, ai Bibanesi di Treviso, dall’azzimo di Venezia al pane di Acquaria con lievito madre, dallo gnocco ingrassato di Pavullo alla focaccia ligure, dalla “Marocca”, pane toscano, a quello di Genzano (Lazio), Altamura e Matera, dal pane nero di Castelvetrano (Sicilia) ai pani di Sardegna. La Lovino porta anche la sua esperienza di brava cuoca proponendo alcune ricette da lei ampiamente sperimentate con successo: buschette con radicchio e grana, il borlengo di Alfiero e Romana a Marano, preparato con ingredienti quasi “primordiali”, il casatiello napoletano, la panata, i ciacci, i crostini incendiari, la frisella pugliese, fino al pane nuziale di “Irina”.

Questo libro porta alla riscoperta anche della cucina povera, di un mangiare sano.