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Carpi, parla l’eroe del McDonald’s:«Così ho fermato il bandito»

Nadir, algerino di 19 anni, ha disarmato il 33enne che ha minacciato la cassiera «Gli ho sfilato il cutter: lo puntava contro la ragazza, mi sono ferito ma lo rifarei»

«Appena ho sentito che quell’uomo stava minacciando la cassiera, dicendole che non stava scherzando e che quella era una rapina, non ci ho pensato due volte: mi sono avventato su di lui in modo istintivo e gli ho preso il coltello. Poi sono rimasto ferito, ma almeno l’ho disarmato. Lo rifarei senza pensarci».

Dopo la tentata rapina di lunedì sera, alle 22.30, al McDonald’s parla Nadir A., uno dei due giovani che ha contribuito alla cattura del malvivente 33enne che è stato arrestato dalla polizia. Nadir è algerino, ha 19 anni, vive e lavora nella Bassa reggiana, ed è in Italia dal 2009. Insieme a un altro giovane appartenente a una compagnia di suoi amici, ha bloccato il rapinatore che l’altra sera ha seminato il panico al McDonald’s, puntando il coltello alla gola della cassiera. Il 19enne è rimasto ferito, insieme alla ragazza minacciata, ma non esita a dire che per lui si «è trattato di un gesto come un altro: un gesto fatto come se stessi difendendo mia sorella o una mia parente da un assalto violento di quel genere».



«Sono arrivato con un amico al McDonald’s lunedì, mi sono messo in fila per cenare, ho salutato altri miei amici e, inizialmente, sembrava una serata tranquilla come tutte le altre - racconta Nadir - Poi, all’improvviso, si è trasformata in un incubo. Quel delinquente si è avvicinato alla casa, ha iniziato a dire: “Non sto scherzando, questa è una rapina”. Poi ha tirato fuori il cutter e sono diventate chiare le sue intenzioni. Sono partito per andare verso di lui e l’ho sorpreso da dietro, una posizione dalla quale lui non aveva libertà di movimento. Gli ho afferrato il cutter, allontanandolo dalla gola della ragazza. Nonostante non si aspettasse la mia mossa, il rapinatore ha cercato di divincolarsi. Mentre si dimenava sono rimasto ferito alla mano. Ma sono riuscito a sfilargli il coltello che poi ho consegnato a una dipendente. Il malvivente, poi, è stato bloccato grazie a un amico che appartiene all’altra compagnia, un giovane di origini straniere, proprio come me. Questo conferma che non si può fare di tutta l’erba un fascio: chi punta il dito contro noi stranieri sbaglia. Siamo come tutti gli altri, tra di noi ci sono sia cattivi che buoni: questo vale per tutte le persone. E in questo caso è stato merito nostro l’aver sventato la rapina. Un’azione, ripeto, che rifarei in modo convinto».



La cassiera del McDonald’s aggredita dal rapinatore è piena di gratitudine per il gesto compiuto da Nadir e dal suo amico. «Mi ha scritto per ringraziarmi di quello che abbiamo fatto. È stato veramente un bello spavento. Quando il rapinatore è stato immobilizzato e gettato

a terra continuava a urlare: “Datemi la “pila”, voglio i soldi, voglio i soldi, datemi la “pila”. Era evidente che si trovasse sotto l’effetto delirante di chissà quali sostanze stupefacente. Di certo non era lucido in quel momento». —




 

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