Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Cna di Modena: «Tassa di scopo per le imprese edili che pagano caro l’era del saldo zero»

Papotti in difesa dei costruttori: «Noi non siamo il male Conseguenze pesanti per chi comprò i terreni edificabili E' giusto che ci sia un risarcimento»



Magari non piacerà ai comitati, ma l’intento non è piacere - quello semmai è obiettivo della giunta, che da qualche settimana si è buttata a capofitto sull’urbanistica e sul saldo zero - bensì far capire ai cittadini che i diritti non sono a senso unico.

Da qui la provocazione, che chiede al Comune di istituire una tassa di scopo per rimborsare i costruttori danneggiati dallo stop all’espansione. A parlare è la Cna di Modena, che torna così sull’urbanistica nel giorno della tripla assemblea ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter



Magari non piacerà ai comitati, ma l’intento non è piacere - quello semmai è obiettivo della giunta, che da qualche settimana si è buttata a capofitto sull’urbanistica e sul saldo zero - bensì far capire ai cittadini che i diritti non sono a senso unico.

Da qui la provocazione, che chiede al Comune di istituire una tassa di scopo per rimborsare i costruttori danneggiati dallo stop all’espansione. A parlare è la Cna di Modena, che torna così sull’urbanistica nel giorno della tripla assemblea che questa sera vedrà la giunta protagonista nei quartieri.

«Ci sono tanti diritti nella comunità - spiega il segretario provinciale Alberto Papotti - però, a leggere le polemiche sull’urbanistica, sembra che ci siano diritti di serie A e diritti di serie B. E questi ultimi pare che siano riservati alle imprese del settori costruzioni, il male assoluto: distruttori di suolo e di verde, corruttori, complottisti...».

In particolare, l’associazione si sofferma sui diritti economici delle imprese, partendo dal calcolo dei costi del mancato esercizio di questi diritti: «Abbiamo provato a considerare il caso dell’acquisto, nel 2005, di un metro quadro di superficie utile prevista come edificabile dall’allora vigente Prg - spiega Papotti - in una zona di medio valore di Modena sottoposta al piano particolareggiato urbanistico di attuazione. Partendo dai costi allora presenti sul mercato, siamo sugli 800 euro per ogni metro quadrato di superficie utile. A questi vanno aggiunti gli oneri finanziari (per 13 anni almeno 200 euro), l’Ici-Imu per altri 85 euro, per un totale di 1.085 € per mq. di superficie. Intanto procedono gli iter burocratici e si arriva al 2018 - incalza il segretario di Cna - tredici anni dopo l’acquisto, quando, malgrado tutte le delibere del caso, non si è ancora arrivati all’autorizzazione da parte del Comune per l’inizio dei lavori. In altre parole, tutti questi costi, per 13 anni, si sono rivelati assolutamente improduttivi. Ora, se moltiplichiamo questo dato economico per metro quadro per 75, ovvero la dimensione media di un alloggio, arriviamo a un costo complessivo di 813.750 euro, l’8% dei quali di imposte».

Un ragionamento che porta Cna a lanciare una provocazione in vista delle valutazioni dei progetti che arriveranno in Comune attraverso l’Avviso pubblico: «Proponiamo una soluzione - chiude Papotti - se vogliamo bloccare questi interventi edilizi, indennizziamo chi ha investito su questi terreni pagandoci anche imposte che sono andate a beneficio di tutta la comunità (compreso chi oggi contesta gli insediamenti), introducendo una tassa di scopo destinata appunto a ripagare le spese sostenute da chi ha investito programmando il lavoro del proprio personale e sviluppando su questi progetti la propria attività aziendale. Insomma, vogliamo bloccare questi investimenti? Allora rimborsiamo queste spese, perché è facile fare i sacrifici con i soldi degli altri». —