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Il Comitato del Sì attacca «I sostenitori del No confondono la gente»

Primo scontro diretto tra i Comitati legati al referendum per la fusione tra Lama Mocogno e Montecreto. In una lettera inviata in Regione alla vigilia del voto che martedì ha dato l’ok definitivo...

Primo scontro diretto tra i Comitati legati al referendum per la fusione tra Lama Mocogno e Montecreto. In una lettera inviata in Regione alla vigilia del voto che martedì ha dato l’ok definitivo alla consultazione (con il sì della maggioranza, il no di Lega e FI e l’astensione M5S) il fronte del Sì attacca quello del No racchiuso sotto lo slogan “Un No oggi, per una fusione consapevole domani”.

«Domani, domani, sempre parole vuote e prive d’anima – incalzano i sostenitori del Sì - il sogno ...

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Primo scontro diretto tra i Comitati legati al referendum per la fusione tra Lama Mocogno e Montecreto. In una lettera inviata in Regione alla vigilia del voto che martedì ha dato l’ok definitivo alla consultazione (con il sì della maggioranza, il no di Lega e FI e l’astensione M5S) il fronte del Sì attacca quello del No racchiuso sotto lo slogan “Un No oggi, per una fusione consapevole domani”.

«Domani, domani, sempre parole vuote e prive d’anima – incalzano i sostenitori del Sì - il sogno utopico di un’Unione dei Comuni ai piedi del monte Cimone, nonostante prese di posizioni amministrative che solo ultimamente mostrano un interesse di facciata finalizzato a creare confusione, è oggi del tutto irrealizzabile. Viene sfruttato ad arte da ex amministratori locali che, invece di portare avanti una preziosa e doverosa azione di minoranza consiliare a Montecreto, si sono dimessi in gruppo lasciando, per la prima volta nella storia, senza rappresentanza alcuna una larga parte di elettori (alcuni di noi lo sono stati) che avevano riposto fiducia in loro, tradendoli senza nessuna possibilità d’appello. E oggi, dopo tre anni di silenzio, cinicamente riappaiono come paladini del Comitato del No solamente per creare confusione nella popolazione che a ottobre attraverso un referendum popolare e, sottolineiamo, sovrano, sarà chiamata a decidere se proseguire nel cammino o rimanere ancorati ad ingessature amministrative, patti di stabilità, carenze finanziarie e di organico che porteranno lentamente ed inesorabilmente i nostri Comuni alla paralisi. E lo Stato a imporre aggregazioni forzate». —

DM

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