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Fusione Lama-Montecreto Clima teso sul referendum

Erano in 150 all’assemblea informativa organizzata dalle due amministrazioni Scambio di affondi con i sostenitori del No. Anche il pubblico si mostra diviso

MONTECRETO

Quasi 150 persone hanno preso parte giovedì sera a Montecreto all’incontro organizzato dalle amministrazioni per fare il punto sul progetto di fusione con Lama ora che c’è l'ufficialità del referendum del 7 ottobre. Tanto interesse, tante domande e anche diversi affondi polemici. La prima parte è stata dedicata all’illustrazione dello scenario, con il coinvolgimento del tecnico di Poleis che ha steso lo studio di fattibilità. Poi le domande e il confronto diretto.



Il Comitato de ...

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MONTECRETO

Quasi 150 persone hanno preso parte giovedì sera a Montecreto all’incontro organizzato dalle amministrazioni per fare il punto sul progetto di fusione con Lama ora che c’è l'ufficialità del referendum del 7 ottobre. Tanto interesse, tante domande e anche diversi affondi polemici. La prima parte è stata dedicata all’illustrazione dello scenario, con il coinvolgimento del tecnico di Poleis che ha steso lo studio di fattibilità. Poi le domande e il confronto diretto.



Il Comitato del No ha avuto un approccio sostanzialmente di protesta (mancavano diversi esponenti tra cui il portavoce Cadegiani) per non aver ricevuto alla vigilia l’ok per una altro incontro col sindaco Leandro Bonucchi per parlare solo di Montecreto. Ma poi le osservazioni e le domande, anche pungenti, sono arrivate.

«Chi ci garantisce che nel Comune fuso Montecreto avrà una rappresentanza? Siamo già perdenti in partenza col rapporto di un terzo della popolazione» ha osservato una signora. «Perché fondersi con Lama e non con Sestola o altri? Ma l’avete chiesto in giro?», hanno domandato in più. «Non state facendo l’interesse di Montecreto ma del Pd – ha attaccato Elio Ballotti, ex assessore degli anni '80 – perché di sicuro il nostro Comune non ci guadagna con questa fusione. È come quando è stata regalata l’acqua».

«È una fusione tirata per la giacchetta, avete troppa fretta – ha detto Enrico Managlia, esponente del centrodestra di Lama – per fare guerra a Sestola e al Cimone volete sfruttare Lama, che non ha nessun interesse ad accollarsi i debiti di Montecreto».



Le repliche sono state altrettanto intense: «Non accetto illazioni – ha sbottato il sindaco di Lama Fabio Canovi - io non prendo ordini dal partito, faccio ciò che ritengo giusto per la mia gente e la montagna che amo. Sono sempre stato e sempre sarò trasparente: questa è una proposta di fusione, ribadisco solennemente che decide il popolo, e si va avanti solo se il Sì vince in entrambi i Comuni». I sindaci hanno sottolineato che la proposta di fondersi è stata fatta a tutti i confinanti: «Nel 2015 Montecreto, Sestola e Fanano si sono trovati in Regione assumendo l’impegno ad avviare lo studio per la fusione a tre – ha ricordato Bonucchi – ma è stata una presa in giro». «Noi due siamo andati in municipio dal sindaco di Sestola a chiedergli se ci stava – ha ribadito Canovi – e ci ha detto niente almeno fino al 2021». «Dieci anni di parole e nessuno ha fatto nulla - ha ripreso Bonucchi – è ora di un atto di coraggio. Con le risorse della fusione renderemo migliore il territorio, potremo calare le tasse, attirare imprese, sviluppo e conteremo di più. Ma non vedete che noi sul Cimone siamo considerati sempre gli ultimi? Perché in tutti questi anni Montecreto non è stato mai voluto nel Consorzio? Se il Cimone è elemento unificante, non si doveva partire da questo?». Ma anche tra il pubblico ci sono state dichiarazioni a favore: «Montecreto si è già pentito di tanti No in passato – ha ricordato Carlo Beneventi - non aggiungiamone un altro». «Creiamo le condizioni perché i nostri figli restino qui», ha esortato una prof. «Con la fusione ci possono essere grandi opportunità per il turismo», ha rilanciato Ivan Boilini dalle Piane. Unici sindaci presenti, Daniela Contri da Riolunato e Corrado Ferroni da Pieve, nonostante fossero stati invitati tutti quelli del Frignano. —