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Il delitto della roncola Il Dna a favore di Rainone

ZOCCA Duplice omicidio di Lame: sorprendente esito al termine dell’incidente probatorio. All’udienza di ieri il consulente della difesa, il celebre genetista milanese Giorgio Portera, ha presentato...

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Duplice omicidio di Lame: sorprendente esito al termine dell’incidente probatorio. All’udienza di ieri il consulente della difesa, il celebre genetista milanese Giorgio Portera, ha presentato una relazione dalla quale risulta che nessuna traccia ematica, di Dna o di impronte, collega gli omicidi di Ugo e Breno Bertarini con il più che sospettato Angelo Rainone, 50 anni, ex genero di Ugo. Dall’esame dei reperti in tutti i possibili scenari significativi non risulta nulla se non una ma ...

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Duplice omicidio di Lame: sorprendente esito al termine dell’incidente probatorio. All’udienza di ieri il consulente della difesa, il celebre genetista milanese Giorgio Portera, ha presentato una relazione dalla quale risulta che nessuna traccia ematica, di Dna o di impronte, collega gli omicidi di Ugo e Breno Bertarini con il più che sospettato Angelo Rainone, 50 anni, ex genero di Ugo. Dall’esame dei reperti in tutti i possibili scenari significativi non risulta nulla se non una macchia di sangue, 3 millimetri di diametro, recuperata sul furgone di Bertarini.

Il perito della difesa ha però spiegato al giudice Eleonora Pirillo che quella macchia presenta tracce di Dna di tre persone tutte mescolate: il sospettato, il figlio 17enne e l’ex suocero ucciso. Tuttavia, si tratta di un reperto non databile da analizzare. Va aggiunto che si tratta di un reperto importate per il pm Lucia De Santis.

Per il resto il rapporto di Porteri - ex Ris, docente all’Università di Milano, balzato alle cronache per il caso di Yara Gambirasio, nel quale era consulente dei familiari della ragazza - indica che sulla roncola usata per uccidere i due fratelli anziani non esistono tracce di Rainone, né digitali né di sangue o di altro elemento biologico.

Nella stalla dei Bertarini, la scena del crimine, non ci sono sue tracce; solo quelle delle vittime e di una terza persona estranea alle indagini. Viceversa, in casa dell’accusato, a Maserno di Montese, non sono state trovate tracce delle due vittime. Anche sul furgone di Rainone, controllato dai Ris, oltre alla macchia ematica, non sono state trovate tracce dei fratelli Bertarini. Zero tracce delle vittime sul maglione usato quel giorno dall’agricoltore e su altri capi di abbigliamento controllati. Un elenco apparentemente monotono di assenza di tracce, ma che in realtà indica come nell’ambito delle analisi forensi per ora niente coinvolga Rainone. Un punto a favore della difesa condotta dagli avvocati Francesca Lazzeri e Samantha Amodio. Tuttavia la Procura dispone di molti altri elementi probanti: ad esempio le immagini di videocamere che inquadrano il furgone di Rainone mentre si dirige verso la stalla dell’ex suocero prima del delitto. —