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Modena, per la Chiesa del Voto è l’ora del restauro Riaprirà in primavera

Lavori per 717mila euro nell’edificio danneggiato dal sisma La sfera volata giù il 29 maggio 2012 tornerà al suo posto

Modena, Chiesa del Voto è tempo di restauri



MODENA. Il cantiere è dentro, ma lo sguardo si ferma un attimo prima, quando la porta non è ancora stata varcata, e sale lassù, sulla punta.

Perché se ognuno dei paesi feriti dal terremoto ha avuto il suo simbolo, anche Modena, dove per fortuna i danni sono stati molto più limitati, associa un evento particolare e simbolico al 29 maggio 2012: quella enorme palla ...

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Modena, Chiesa del Voto è tempo di restauri



MODENA. Il cantiere è dentro, ma lo sguardo si ferma un attimo prima, quando la porta non è ancora stata varcata, e sale lassù, sulla punta.

Perché se ognuno dei paesi feriti dal terremoto ha avuto il suo simbolo, anche Modena, dove per fortuna i danni sono stati molto più limitati, associa un evento particolare e simbolico al 29 maggio 2012: quella enorme palla - nel dettaglio, una sfera in pietra di Vicenza da oltre 900 chili, la più grande e pesante - che si stacca, cadendo dalla sommità della chiesa e finendo a qualche metro da una signora che passava sulla via Emilia.

Modena, Chiesa del Voto: via ai lavori, riapre a prmavera


Ma ora quella sfera, insieme alle altre sei che erano state rimosse per precauzione, sta per tornare al suo posto, così come l’edificio che la ospita, la Chiesa del Voto di Modena, sta per essere restituito ai modenesi.

Perché è partito nei giorni scorsi il cantiere per il restauro e il ripristino con miglioramento sismico dell’edificio di via Emilia centro: un intervento importante, sia per il costo - 717mila euro - sia perché, appunto, si tratta di una delle cinque chiese del centro fortemente danneggiate dal sisma e rimaste chiuse a lungo.

A fare il punto sui lavori, che dureranno 300 giorni e di concluderanno nella primavera del 2019, è stato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, che ieri mattina ha fatto un sopralluogo insieme ad alcuni tecnici comunali, quelli della Biolchini costruzioni di Sestola, che si è aggiudicata i lavori, e al personale dei Musei civici, dal momento che la chiesa è di proprietà del Comune.

«Al momento del nostro insediamento - ha detto il primo cittadino - l’obiettivo che ci eravamo dati era quello di restituire alla città le cinque chiese danneggiate e chiuse: lo abbiamo fatto per San Barnaba, quindi per il Tempio monumentale, mentre Sant’Agostino riaprirà il 2 settembre». La situazione più complicata è quella di San Biagio, dove saranno necessari lavori più complessi: l’obiettivo è far partire il cantiere entro fine anno. Ad essere già partito, invece, è quello della Chiesa del Voto: «Un luogo molto importante - ha aggiunto Muzzarelli - perché si tratta di una chiesa costruita dai modenesi in un momento molto difficile, quello della peste del 1630, e che ora rinascerà con un investimento importante per renderla sicura e fruibile». —