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Un palazzo di Modena nel mirino: ladri in azione per tre volte

È quello dove abita il gioielliere Renzo Montecchi: assalti a garage, depositi e casa.  «Li ho scoperti mentre scassinavano e mi hanno sbeffeggiato prima di fuggire»

MODENA Tre assalti dei ladri in una decina di giorni, in pieno centro: nel mirino sempre le proprietà di Renzo Montecchi, il gioielliere di via Selmi la cui abitazione si trova nello stesso palazzo dove ha sede la sua gioielleria. Si tratta di bande diverse che sono entrate in azione di notte e anche in prima serata: in un caso hanno pure sbeffeggiato il padrone di casa, “colpevole” di averli scoperti mentre armeggiavano nei pressi di un garage.

«Era notte inoltrata - spiega il gioielliere - ...

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MODENA Tre assalti dei ladri in una decina di giorni, in pieno centro: nel mirino sempre le proprietà di Renzo Montecchi, il gioielliere di via Selmi la cui abitazione si trova nello stesso palazzo dove ha sede la sua gioielleria. Si tratta di bande diverse che sono entrate in azione di notte e anche in prima serata: in un caso hanno pure sbeffeggiato il padrone di casa, “colpevole” di averli scoperti mentre armeggiavano nei pressi di un garage.

«Era notte inoltrata - spiega il gioielliere - quando ho sentito dei rumori venire dal cortile interno del palazzo. Sentivo parlottare e dei rumori metallici. Mi sono fatto sentire e bene, inveendo contro di loro, annunciando che sarei sceso e che era meglio per loro che se ne andassero. Erano in tre, uno di questi ha risposto con accento centro-meridionale una frase tipo “si va là, voglio proprio vedere”, tipo “non ce ne frega niente”. Poi quando hanno capito che stavo scendendo davvero sono usciti in via Selmi e si sono allontanati. Li ho un po’ seguiti poi sono subentrate le forze dell’ordine». Il palazzo è dotato di telecamere, sia all’interno a coprire il cortile dove di trovano garage e alcune rimesse-magazzini, sia all'esterno, a coprire la gioielleria. E dai filmati è emerso che i ladri si erano accaniti contro i garage: per tre volte avevano provato l’assalto, ritornando sul posto con attrezzatura a loro avviso più adatta a violare porte e chiusure. Ma l'intervento dell'inquilino ha mandato all’aria i loro piani. Danni dunque, ma niente saccheggio.

Non è finita qui. A distanza di pochi giorni ecco che i ladri ritornano all’interno dell’androne del palazzo di via Selmi che si trova in prossimità dei viali del parco. Questa volta sono andati in alto: approfittando di una impalcatura montata per alcuni lavori di restauro e di ripristino dello stabile, si sono arrampicati sino a raggiungere una porta finestre al primo piano. Si tratta dell'appartamento dove abita la madre del gioielliere; i ladri hanno provato a sfondare, a cercare di procurasi un passaggio ma la robustezza della porta e anche la presenza di parecchi lucchetti ha reso vani tutti i loro tentativi. Non c’è due senza tre. La sera del 14 agosto, verso le 19.30, Renzo Montecchi, dopo essersi assentato una mezz’ora, rientrando e aprendo il portone del palazzo, ha notato dei vetri nel cortile. I ladri avevano cercato di sfondare un portone blindato facendo saltare un cardine e spaccando la vetrata del deposito dove Montecchi ha alcune moto.