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Barga pronta a trattare: «È fondamentale che la struttura riparta»

PIEVEPELAGO Alla mano tesa di Giorgio Ballestri l’Asbuc di Barga risponde allungando anche la sua, ma è tutto da vedere se e come s’incontreranno. Per il nuovo presidente Francesco Feniello, eletto a...

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Alla mano tesa di Giorgio Ballestri l’Asbuc di Barga risponde allungando anche la sua, ma è tutto da vedere se e come s’incontreranno. Per il nuovo presidente Francesco Feniello, eletto a novembre 2017, la risoluzione della querelle per permettere la riapertura del rifugio Marchetti sul lago Santo «è un obiettivo prioritario di mandato».

C’è quindi piena disponibilità a sedersi attorno a un tavolo: «Basta che mi chiamino - sottolinea - io sarei venuto volentieri anche domenica al ...

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Alla mano tesa di Giorgio Ballestri l’Asbuc di Barga risponde allungando anche la sua, ma è tutto da vedere se e come s’incontreranno. Per il nuovo presidente Francesco Feniello, eletto a novembre 2017, la risoluzione della querelle per permettere la riapertura del rifugio Marchetti sul lago Santo «è un obiettivo prioritario di mandato».

C’è quindi piena disponibilità a sedersi attorno a un tavolo: «Basta che mi chiamino - sottolinea - io sarei venuto volentieri anche domenica alla conferenza con l’ex senatore Giovanardi se mi avessero invitato. Appena insediato mi sono detto disponibile all'accordo, ma devo anche tutelare gli interessi della comunità che rappresento». Le strade percorribili sono in sostanza due: o l’Asbuc (proprietaria del terreno) paga a Ballestri il valore dell’immobile (su cui però attualmente c’è una certa divergenza di cifre) o l’ex gestore viene reintegrato con un nuovo contratto “più equo” nell’affitto. Sembra più facile la prima: «Allo stato attuale, il mio mandato non mi consente di aprire a un ritorno di Ballestri - precisa Feniello - ma mai dire mai. Realisticamente però mi sembra più fattibile il riscatto dell’immobile sul valore che merita». Detto questo, c’è piena coscienza non solo sua ma di tutta la comunità barghigiana del fatto che la situazione vada risolta: «Tutto il comitato lo vuole - nota - è il nostro pallino, perché un rifugio chiuso in questo modo non piace a nessuno: deve essere un elemento di unione e non di divisione tra le nostre comunità. E mi sembra questo anche il sentimento del sindaco di Pieve e del presidente del Parco. Tutti vogliono la rinascita di questa struttura: troviamo allora questo accordo».

«Il Comune si è sempre reso disponibile a fare da intermediario e siamo pronti a un nuovo tavolo - rimarca da Pieve Corrado Ferroni - perché è un delitto il rifugio chiuso in una zona di pregio frequentata da migliaia di persone, dove bisogna far crescere economia a turismo. È giusto che Ballestri sia risarcito, ma se le due parti non si mettono d’accordo sulla somma, cosa possiamo fare noi?». —