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Elezioni 2019, Trande e i dubbi sul tandem col Pd

Il coordinatore provinciale di Mdp lancia la corsa: «Non basta mettere insieme Sinistra e Dem. Pronti ad andare da soli»

Prima il programma - di cambiamento - e le condizioni politiche (no ai Casini e alle Lorenzin…), poi le alleanze. E pazienza se questo volesse dire andare da soli, o meglio senza il Pd, ma con «la sinistra, politica e sociale». Anche se il pensiero più immediato è concentrato sul 13 settembre, quando inizierà la festa di Spilamberto (che si protrarrà fino al 16), in via Toniolo, sede provinciale di Articolo Uno, si guarda a due grandi sfide politiche: prima quella di portare a termine la nas ...

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Prima il programma - di cambiamento - e le condizioni politiche (no ai Casini e alle Lorenzin…), poi le alleanze. E pazienza se questo volesse dire andare da soli, o meglio senza il Pd, ma con «la sinistra, politica e sociale». Anche se il pensiero più immediato è concentrato sul 13 settembre, quando inizierà la festa di Spilamberto (che si protrarrà fino al 16), in via Toniolo, sede provinciale di Articolo Uno, si guarda a due grandi sfide politiche: prima quella di portare a termine la nascita di Liberi e Uguali, poi quella del 2019, con le elezioni amministrative, regionali ed europee. Ad affrontare i nodi principali è Paolo Trande, capogruppo in Comune a Modena e coordinatore provinciale Mdp. «Quelli del 2019 - spiega - saranno passaggi decisivi, e noi ci saremo come Liberi e Uguali: da qui a fine anno concluderemo il nostro percorso congressuale e saremo nelle condizioni di presentare nostre liste con il simbolo di LeU. Proporremo idee nuove, e recupereremo “vecchie” opzioni sui beni comuni per sottrarli alla dittatura dei mercati e del profitto, rimettendo al centro l’interesse pubblico e generale». Secondo Trande, inoltre, «un paradigma di questa involuzione tecnocratica e populista è stata la riforma delle province: enti con importanti funzioni sono stati portati alla morte per soddisfare una retorica anti-pubblico e populista. Insomma, va sostenuto il disegno di ripristino funzionale e democratico delle province». Detto questo, come si muoverà LeU nel 2019? «La sinistra, le forze civiche e democratiche hanno bisogno di produrre una critica seria e rigorosa sulle politiche di questi anni - riprende Trande - sia nazionali che locali: sui temi del lavoro, dei diritti sociali e dell’ambiente sono stati commessi errori clamorosi che hanno allontanato le forze progressiste dal loro popolo». Oggi, quindi, tutta la sinistra è preoccupata «per la possibilità che le destre possano conquistare i Comuni e la Regione, ma fin qui, da parte dei principali attuali amministratori del centrosinistra, abbiamo letto solo dichiarazioni politiciste, viziate dall’idea che basti mettere insieme, come dei scienziati pazzi in laboratorio, il Pd con un po’ di sinistra e un po’ di centro-ex centrodestra». Dunque, la questione alleanze: «Non lo so e non escludo, pur essendo uomo animato da spirito unitario, che in assenza di condizioni programmatiche e politiche, si vada con la sinistra politica, civica e sociale, spero unita e senza altre alleanze. Prima costruiamo programmi e partito e poi vedremo: andremo al confronto prioritariamente con le forze della sinistra, e poi non mancheremo di confrontarci con tutti i democratici preoccupati per una possibile vittoria delle destre. Al momento, nel Pd, prevale ancora il mood disastroso del “abbiamo governato bene a Roma come sui territori e abbiamo perso solo perché non abbiamo saputo comunicare o perché (peggio) non ci hanno capiti”. Se prevarrà l’idea che per vincere è sufficiente dire “votate noi o arrivano i fascisti, i populisti, i sovranisti”, sarà il disastro - chiude Trande - e noi a questo disastro non parteciperemo: faremo la nostra battaglia, senza paura, con i nostri principi e le nostre idee». —

LUCA GARDINALE

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