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Statua dell’Assunta: a palazzo vescovile una mostra racconta un restauro di 3 anni

Voluta da Alberto Pio ed esposta per la prima volta nel 1516 è stata riparata dopo il sisma. Torna in duomo l’8 dicembre



Il restauro della statua della Madonna Assunta, che si venera in Duomo da oltre cinquecento anni, è terminato. A breve la comunità potrà riscoprire una delle testimonianze più significative del proprio patrimonio artistico e religioso.

Commissionata nel 1515 da Alberto III Pio e realizzata a Parigi dall’intagliatore carpigiano Gaspare Cibelli, la scultura in legno di cedro, che le cronache raccontano essere giunta a Carpi dentro una cesta e portata in processione per la prima volta nel 1516, ...

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Il restauro della statua della Madonna Assunta, che si venera in Duomo da oltre cinquecento anni, è terminato. A breve la comunità potrà riscoprire una delle testimonianze più significative del proprio patrimonio artistico e religioso.

Commissionata nel 1515 da Alberto III Pio e realizzata a Parigi dall’intagliatore carpigiano Gaspare Cibelli, la scultura in legno di cedro, che le cronache raccontano essere giunta a Carpi dentro una cesta e portata in processione per la prima volta nel 1516, è annoverata tra le più interessanti opere lignee del territorio emiliano.



Il recupero, deciso dalla Diocesi dopo il terremoto, è stato eseguito dalla società Alchimia di Cavezzo e finanziato per 30mila euro dai Club di servizio della città, ossia Lions Club Carpi Host, Rotary Club Carpi e Lions Club Alberto Pio, nelle persone degli ex presidenti che decisero di darsi questa finalità, ovvero Roberto Andreoli, Mario Santangelo e Grazia Chiurato.

I dettagli del recupero della statua sono stati esposti ieri dal vescovo, monsignor Francesco Cavina. dalla dottoressa Maria Grazia Gattari, funzionario della Soprintendenza archeologia, dal restauratore Antonio Altobello, dall’ingegner Marco Soglia, responsabile dell’Ufficio Ricostruzione della Diocesi di Carpi, dal vicesindaco Simone Morelli e da Simone Ramella di PartLab.

Iniziato nel 2015 il recupero della statua è stato realizzato a Palazzo Pio, dove la direzione dei Musei ha messo a disposizione il supporto logistico che ha favorito il lavoro dei tecnici. Il restauro è stato caratterizzato non solo dal rafforzamento statico e strutturale della statua ma anche e soprattutto dalla riscoperta delle cromie originali cinquecentesche, così da riportarla al suo originale splendore. Quest’ultimo aspetto assume decisiva importanza per la riscoperta storico-artistica della statua: eliminate le coperture pittoriche risalenti al restauro ottocentesco - quando la statua fu portata sull’abside che sovrasta l’altare maggiore del Duomo - sono state riportate a nuova vita l decorazioni e colorazioni auree.

La conclusione del restauro della statua precede il recupero della “mandorla” di cherubini che storicamente fa da corona al corpo centrale - ovvero alla figura della Madonna - e completa l’opera; il restauro della “mandorla” sarà terminato entro novembre: solo allora si potrà di nuovo collocare l’Assunta in Duomo.



L’attesa offre, però, una opportunità: la Diocesi ha deciso di rendere visibile sin d’ora la statua restaurata tramite un progetto espositivo, allestito nel Palazzo vescovile per far conoscere le fasi di recupero dell’opera e di illustrare il suo valore. La mostra “L’occhio svelato. Il restauro dell’Assunta” costituisce l’elemento centrale di una serie di eventi che faranno da prologo alla celebrazione di sabato 8 dicembre, quando la statua farà il suo ingresso in Cattedrale. L’apertura della mostra è prevista per sabato 8 settembre: rimarrà aperta ogni sabato (ore 10-12 e ore 16-19), mentre negli altri giorni saranno possibili solo visite guidate e su prenotazione. Tra le iniziative, anche la rassegna di concerti “Musica a Palazzo” e nata su impulso di monsignor Cavina con l’intento di far conoscere alla cittadinanza gli spazi del Vescovado dove si svolgerà nelle serate del 9, 21 e 27 settembre. Ingresso gratuito, prenotazione al 338 4389339. —