Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Finale. I vigili sequestrano gli arredi esterni al bar Fly. Flashmob di protesta dei clienti

Un fraintendimento burocratico fa scattare il provvedimento E al Fly ci si porta la sedia da casa. Il titolare: «Umiliato»

Finale Emilia, flash mob con sedie solidale con il Bar Fly

FINALE. La reazione del “popolo dei giardini” è stata impetuosa: flashmob con sedie portate da casa per protestare contro il blitz, effettuato dalla polizia municipale, e che ha privato il bar Fly di una serie di arredi esterni “storicamente” posizionati nell’area esterna. Le operazioni sono state eseguite ieri mattina da alcuni cantonieri, sotto ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

Finale Emilia, flash mob con sedie solidale con il Bar Fly

FINALE. La reazione del “popolo dei giardini” è stata impetuosa: flashmob con sedie portate da casa per protestare contro il blitz, effettuato dalla polizia municipale, e che ha privato il bar Fly di una serie di arredi esterni “storicamente” posizionati nell’area esterna. Le operazioni sono state eseguite ieri mattina da alcuni cantonieri, sotto la supervisione del comandante della polizia municipale. Un’azione accolta con stupore dagli avventori, che a lungo si sono domandati cosa stesse accadendo e quali fossero i motivi di un “sequestro” di sdraie, tavoli e persino una moto d’acqua, posizionata come arredo per la stagione estiva.

Finale, flashmob con le sedie in solidarietà al Bar Fly


La vicenda del bar Fly va avanti da un po’ di tempo: prima le discussioni sui parcheggi esterni, che occupano una porzione dei giardini - zona tuttora considerata di transito per i mezzi che operano nell’imponente cantiere dell’ex centro commerciale di via Agnini - poi alcune ispezioni di Ausl, carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro e Guardia di Finanza, tutti avvenuti in rapida successione a ridosso di Ferragosto.

Ma la vicenda del Fly affonda le radici in un problema burocratico e di mancata comunicazione tra uffici comunali. Esisteva un contratto che regolava i rapporti tra l’attività commerciale di Matteo Veronesi e il Comune, proprietario di tutti i giardini, compreso lo spiazzo di fronte al bar. Contratto che, proprio per la presenza del cantiere dell’ex centro commerciale e il successivo programmato rifacimento dei giardini, viene rinnovato annualmente. Quest’anno non è stato fatto, probabilmente per un po’ di superficialità, ma in compenso lo stesso Comune continua a spedire i bollettini per il pagamento dell’occupazione di suolo pubblico, regolarmente saldati.

«Non so cosa pensare - dice un alterato Veronesi - Ho sempre saldato quanto dovuto, ho dato grande disponibilità al Comune, prestando il palco, offrendo la mia energia elettrica per gli eventi pubblici, tenendo curata questa parte dei giardini. In un paese di 10mila abitanti, in cui ci si conosce tutti, serve equilibrio e buonsenso. Se ci sono cose da sistemare lo si fa, senza però arrivare ad azioni del genere: portarmi via gli arredi davanti a tutti i clienti non mi pare il modo adatto quando si invoca poi collaborazione. Mi sento umiliato davanti ai finalesi». —