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Ponti ai raggi X la Regione corre: «Noi in regola ma servono fondi»

L’assessore Donini: «Siamo pronti a fornire i documenti ma l’allarme non può rimanere un’operazione di facciata»



Non sembra preoccupato per la scadenza, ma più che altro per la risposta del governo: visto che l’elenco richiesto sarà inviato a Roma, poi bisogna anche che il ministero metta a disposizione le risorse per farle, quelle cose.

Cose che rispondono al nome di manutenzioni straordinarie per le opere - soprattutto ponti - “problematiche”, per le quali il governo ha chiesto un elenco dettagliato agli enti locali, ovvero Regioni, Province e Comuni. Ad affrontare il tema, a due settimane dal crollo ...

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Non sembra preoccupato per la scadenza, ma più che altro per la risposta del governo: visto che l’elenco richiesto sarà inviato a Roma, poi bisogna anche che il ministero metta a disposizione le risorse per farle, quelle cose.

Cose che rispondono al nome di manutenzioni straordinarie per le opere - soprattutto ponti - “problematiche”, per le quali il governo ha chiesto un elenco dettagliato agli enti locali, ovvero Regioni, Province e Comuni. Ad affrontare il tema, a due settimane dal crollo del viadotto di Genova, è l’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti Raffaele Donini, protagonista ieri sera alla festa del Pd a Ponte Alto di un dibattito su territorio e sostenibilità insieme alla collega del Comune di Modena Anna Maria Vandelli.

Assessore, il ministero vi ha chiesto un elenco delle opere “problematiche” entro il primo settembre. Come farete a rispondere?

«Da tempo in Regione sono in corso attività di monitoraggio sulle infrastrutture condotte dagli enti locali, in particolar modo per quanto riguarda la sicurezza dei ponti, che ha visto una stretta collaborazione tra Emilia Romagna e Lombardia per l’area del Po. Ora il ministero aspetta risposte per inizio settembre dagli enti locali, da Anas e dalla Società autostrade, con la quale credo che il dialogo non sarà tanto semplice, visti i rapporti dopo il disastro di Genova. Dal nostro punto di vista, le operazioni di monitoraggio sono in corso, abbiamo fatto diverse riunioni con le Province e i Comuni, e sicuramente daremo a Roma le risposte che ci hanno chiesto: ovviamente queste risposte devono anche avere delle conseguenze in termini di stanziamenti di risorse, altrimenti si tratterebbe solamente di un’operazione di facciata».

A proposito di infrastrutture e rapporto con il governo di Roma, Modena aspetta da tempo tre grandi opere: Bretella, Cispadana e Complanarina…

«Per la Complanarina eravamo già a buon punto, perché l’ex ministro Delrio aveva sbloccato la situazione, ma ora bisognerà capire come si muoverà il nuovo governo su questo fronte. Per quanto riguarda la Bretella Campogalliano-Sassuolo, gli stanziamenti ci sono e mancano solo due cose: il progetto esecutivo e il cantiere, quindi partiremo nel 2019. In questo caso c’è già stata una gara, e dunque il governo, al di là delle sue posizioni sulla Bretella, non può bloccare l’opera, se non accollandosi sanzioni di decine di milioni di euro. La Cispadana è più indietro dal punto di vista dell’iter, perché manca ancora il progetto definitivo, ma anche qui la Regione ha fatto una scelta importante: non abbiamo intenzione di chiedere il subentro dello Stato, ma terremo noi la concessione, e quindi nessuno può mettere in discussione questa importante opera per il territorio».

Avanti con le infrastrutture, insomma, ma non con l’espansione delle città in Emilia Romagna: i Comuni arriveranno veramente ad applicare il saldo zero di consumo di suolo?

«Il saldo zero è un obbligo che l’Europa ci impone per il 2050, ma noi, con la legge regionale, abbiamo fissato un limite già dal 2020: tutti i Comuni che approveranno il nuovo Piano urbanistico avranno una disponibilità di crescita del 3% rispetto alla situazione nel 2017, poi sarà solo saldo zero. Detto questo, quello che ci interessa fin da subito è vedere applicata la vera filosofia del saldo zero, e devo dire che già dopo l’approvazione della legge regionale i Comuni emiliano romagnoli si sono mossi verso la rigenerazione con molta più decisione che verso l’espansione, tanto che diverse realtà stanno attualizzando le previsioni espansive». —