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«Pronta a ricandidarmi Vorrei concludere l’opera Confrontiamoci insieme»

l’intervistaNONANTOLAFederica Nannetti è pronta a ricandidarsi. Lo fa con una sorta di lettera aperta alla città e alle forze che potrebbero appoggiarla e a cui chiede sostegno.Sindaco, come è stato...

l’intervista

NONANTOLA

Federica Nannetti è pronta a ricandidarsi. Lo fa con una sorta di lettera aperta alla città e alle forze che potrebbero appoggiarla e a cui chiede sostegno.

Sindaco, come è stato questo primo mandato?

«Fare il sindaco di un piccolo Comune è un compito faticoso ed entusiasmante. È un ruolo al quale non si arriva mai pronti del tutto; si cerca di interpretarlo al meglio, ma non esistono manuali su cui studiare per diventare “sindaco perfetto”. Quando ho cominciato, avevo tan ...

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l’intervista

NONANTOLA

Federica Nannetti è pronta a ricandidarsi. Lo fa con una sorta di lettera aperta alla città e alle forze che potrebbero appoggiarla e a cui chiede sostegno.

Sindaco, come è stato questo primo mandato?

«Fare il sindaco di un piccolo Comune è un compito faticoso ed entusiasmante. È un ruolo al quale non si arriva mai pronti del tutto; si cerca di interpretarlo al meglio, ma non esistono manuali su cui studiare per diventare “sindaco perfetto”. Quando ho cominciato, avevo tanto da imparare. Ho sempre detto che avrei potuto mettere a disposizione le mie competenze e che avrei ricoperto il ruolo con responsabilità, serietà e passione. E così è stato e con me tutte le persone che hanno lavorato costantemente al mio fianco, in Giunta e Consiglio. Potevamo fare affidamento su alcune certezze: una comunità attiva, una buona qualità della vita e dei servizi di lunga data. Ma sapevamo anche che ci avrebbero atteso alcune difficoltà, come affrontare le ricadute sociali della crisi economica o le sfide della ricostruzione da iniziare e portare a termine dopo il sisma. Con la consapevolezza che altri ostacoli, poi, avrebbero richiesto la nostra attenzione ed energia, del tutto imprevisti».

C’è qualcosa che si rimprovera?

«Non è questo il momento dei bilanci, perché ci attendono ancora nove importanti mesi di lavoro. Abbiamo raggiunto tanti obiettivi e commesso anche qualche errore. Quello che posso dire fin d’ora è che abbiamo sempre messo la comunità al primo posto. Lo abbiamo fatto a partire dall’attenzione al sociale, perché è dall’aiuto che un paese sa offrire ai suoi cittadini in difficoltà, che si misura la sua qualità della vita. Abbiamo privilegiato la scuola e sostenuto la cultura, perché è dall’interazione tra ottimi servizi culturali e un volontariato generoso, che a Nonantola abbiamo la fortuna di avere, che nascono opportunità di crescita e di incontro».

Qual è l’aspetto più complesso per un sindaco?

«Abbiamo portato a Nonantola circa dieci milioni di euro per le opere pubbliche. Alcuni lavori sono terminati: l’asilo Piccolo Principe, il miglioramento antisismico delle medie Alighieri, la nuova farmacia comunale, il primo stralcio del Terminal, la Torre dei Modenesi, e a giorni l’Abbazia che sarà riaperta. Altre opere sono in corso, come il rifacimento di piazza Liberazione, o in fase di avvio, come l’ampliamento del PalaAlighieri. Altre, infine, sono finanziati e in fase di progettazione, come il restauro del municipio con il nuovo Polo culturale, i laboratori per le medie, il secondo stralcio del Terminal, il collegamento ciclabile per Casette, i piccoli interventi di adeguamento sismico delle scuole materne. In cinque anni abbiamo imparato che se ottenere risorse è complesso, l’iter per la realizzazione è ancora più intricato».

Quindi si ricandida per completare il lavoro?

«É con la consapevolezza del lavoro compiuto fin qua, e di quello che ancora ci attende, che do la mia disponibilità a ricandidarmi. Rivolgo dunque un appello alle forze politiche che finora hanno sostenuto la mia Amministrazione e ai nonantolani che quotidianamente contribuiscono a rendere Nonantola migliore: sono pronta a confrontarmi». —