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Modena, gli bruciano l’auto: «Intimidazioni mafiose»

Il titolare del night Marilyn: «Alcuni malviventi hanno già sottratto l’Audi A8 a mio figlio: vogliono prendersi il mio locale»

MODENA. «L’auto bruciata è solamente l’inizio: ci sono dei delinquenti che stanno minacciando me e mio figlio perché vogliono che vendiamo il night, che sciogliamo la società e che, in pratica, lo “regaliamo” a loro. Lo hanno detto chiaramente al telefono, mi hanno mandato dei messaggi con precise minacce: “noi dal 29 agosto veniamo su a Modena e ti facciamo capire che con quel night non devi avere più niente a che fare”. Queste minacce me le hanno urlate in dialetto tarantino al telefono: h ...

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MODENA. «L’auto bruciata è solamente l’inizio: ci sono dei delinquenti che stanno minacciando me e mio figlio perché vogliono che vendiamo il night, che sciogliamo la società e che, in pratica, lo “regaliamo” a loro. Lo hanno detto chiaramente al telefono, mi hanno mandato dei messaggi con precise minacce: “noi dal 29 agosto veniamo su a Modena e ti facciamo capire che con quel night non devi avere più niente a che fare”. Queste minacce me le hanno urlate in dialetto tarantino al telefono: ho portato i messaggi registrati e raccontato tutto ai carabinieri, ho sporto denuncia perché mi devo difendere».

MESSAGGI AL TELEFONO

Chi parla è Pietro Sarli, a capo, assieme al figlio e, pare, ad altri soci, della società che gestisce il night club Marilyn di via Giardini, nonché titolare anche di un ristorante a Nonantola. In effetti l’avvertimento è arrivato puntuale. In via Copernico, nella notte tra mercoledì 29 agosto e ieri, una Lancia Ypsilon è stata data alle fiamme. Qualcuno avrebbe visto due persone arrivare verso l’1.30 a bordo di una vettura, scendere, armeggiare nei pressi dell’utilitaria e poi scappare non appena sono divampate le fiamme. Fiamme che hanno anche intaccato, danneggiandola, una Tipo, per altro alimentata a gas. I vigili del fuoco hanno circoscritto il rogo, evitando che le fiamme facessero altri danni. L’auto è della famiglia Sarli, è l’auto della società. Il titolare del night abita in via Copernico, in una villetta a schiera dove i residenti, fra l’altro, hanno da tempo notato anche il via vai soprattutto notturno di belle ragazze, che abitano vicino all'imprenditore e che, facile supporlo, lavorano nel suo locale. «Il rogo dell’auto è un avvertimento, è una intimidazione annunciata. E non è il primo caso. Tutto è iniziato giorni fa a Taranto».

Il SEQUESTRO A TARANTO

Pietro Sarli racconta che suo figlio, 30 anni, aveva accompagnato a Taranto un loro amico di famiglia, in qualche modo coinvolto nel locale, non come dipendente ma solo come un amico, una persona di fiducia. O per lo meno era questo che pensavano lui fosse. «Io non so in quali giri si sia messa questa persona che ho indicato in modo molto chiaro ai carabinieri nella mia denuncia- dice Sarli - fatto sta che mio figlio a Taranto di sera è stato avvicinato da due malviventi che lo hanno fatto scendere dalla sua Audi A8 per poi “confiscargliela”. “Questa adesso è nostra - gli hanno detto - ci spetta, poi verremo a prendere il resto. Mio figlio ha già denunciato tutto questo ai militari di Taranto».

BANDA IN AZIONE

L’imprenditore è piuttosto esplicito: «Dietro a tutto ciò ci deve essere questo ormai ex amico di famiglia che sinceramente non so in quali guai si sia messo con la malavita di giù. Probabilmente doveva loro dei soldi e avrà detto di avere dei giri al Nord, a Modena, di avere a che fare col mio locale». «I messaggi con le minacce di tipo mafioso - aggiunge Sarli - venivano dal suo numero di cellulare. C’era lui al telefono con altri che da dietro gridavano in dialetto e annunciavano visite e minacciavano». L’imprenditore ha sporto una dettagliata denuncia: ora il caso è nelle mani dei carabinieri. —

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