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Vittime della mafia, Cavezzo dedica cinque spazi pubblici

CAVEZZOCinque spazi pubblici saranno intitolati alle più note vittime italiane della mafia. L’iniziativa è nell'ambito dell’evento “Cavezzo per la cultura della legalità” organizzato dal Comune con...

CAVEZZO

Cinque spazi pubblici saranno intitolati alle più note vittime italiane della mafia. L’iniziativa è nell'ambito dell’evento “Cavezzo per la cultura della legalità” organizzato dal Comune con il Gruppo Scout Agesci Cavezzo 1, che si terrà oggi e domani. Quattro rotatorie saranno intitolate domani mattina a Giuseppe Tizian, Padre Pino Puglisi, Peppino Impastato, Giovanni Domè e il parco di via Carducci intitolato invece a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli agen ...

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CAVEZZO

Cinque spazi pubblici saranno intitolati alle più note vittime italiane della mafia. L’iniziativa è nell'ambito dell’evento “Cavezzo per la cultura della legalità” organizzato dal Comune con il Gruppo Scout Agesci Cavezzo 1, che si terrà oggi e domani. Quattro rotatorie saranno intitolate domani mattina a Giuseppe Tizian, Padre Pino Puglisi, Peppino Impastato, Giovanni Domè e il parco di via Carducci intitolato invece a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli agenti delle scorte. Nelle due giornate, al Palazzetto dello Sport, incontri con i protagonisti e i testimoni della cultura della legalità. Oggi alle 15 Filippo Barbaccia, Ferdinando Domè, Don Aniello Manganiello, Francesco Mongiovì e Giovanni Tizian parleranno ai giovani del fenomeno della criminalità organizzata e dell'importanza di proseguire nella lotta contro le mafie. Domani, sempre alle 15, il sindaco Lisa Luppi aprirà un appuntamento pubblico. Dopo i saluti interverranno Giovanni Tizian, Francesco Mongiovì, Ferdinando Domè e Filippo Barbaccia. Nel corso dell'incontro, a cui sarà presente il Prefetto Maria Patrizia Paba, proiezione dei video delle cerimonie d'intitolazione della mattina.

Le vittime. “Il fresco profumo di libertà”. Frase di Giuseppe Tizian, bancario integerrimo, ucciso a colpi di fucile dalla ‘ndrangheta il 23 ottobre 1989 mentre rincasava. Oggi, a portare avanti la lotta contro la mafia, il figlio Giovanni, giornalista prima alla Gazzetta di Modena e poi a L’Espresso che, con le sue inchieste, è da sempre in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata. «Se ognuno fa qualcosa, allora si può fare tanto» lo ha detto invece Padre Pino Puglisi, che strappava i ragazzi dalla strada e dalla criminalità e ucciso da Cosa Nostra il 15 settembre 1993. «La mafia uccide, il silenzio pure»: parole di Peppino Impastato, giornalista ed attivista che per le sue denunce contro Cosa Nostra venne assassinato il 9 maggio del 1978 a soli 30 anni.

«Facciamo memoria per rispettare le vite spezzate dalla violenza e per testimoniare i valori della pace». È il pensiero di Giovanni Domè, padre di famiglia e lavoratore che perse la vita negli uffici della ditta per cui lavorava nella strage di Palermo del 10 dicembre 1969. —

VALENTINA CORSINI