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I pellegrini diretti a Lucca riscoprono la via Matildica

Una comitiva di reggiani “riapre” il percorso storico che sale per Romanoro Lo scorso anno le polemiche per lo “scippo”, ma quanta fatica a ripartire

FRASSINORO

Nove uomini e due donne, tre in bicicletta e il resto in marcia.

Sono stati un gruppo di pellegrini di una polisportiva di Reggio Emilia, diretti a Lucca, a ripassare sul tracciato medievale del cammino che attraversava le piccole e affascinanti sette borgate di Romanoro. Parliamo della via Matildica del Volto Santo, percorso deviato dal 2014 sul versante reggiano a causa di una vecchia frana; tracciato mai davvero tornato “a casa”, nel Modenese. Anzi, mappe, politica e finanziamen ...

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FRASSINORO

Nove uomini e due donne, tre in bicicletta e il resto in marcia.

Sono stati un gruppo di pellegrini di una polisportiva di Reggio Emilia, diretti a Lucca, a ripassare sul tracciato medievale del cammino che attraversava le piccole e affascinanti sette borgate di Romanoro. Parliamo della via Matildica del Volto Santo, percorso deviato dal 2014 sul versante reggiano a causa di una vecchia frana; tracciato mai davvero tornato “a casa”, nel Modenese. Anzi, mappe, politica e finanziamenti avevano finito per “consolidare” e finanziare la parte reggiana, che dalle parti di Frassinoro considerano «la parte sbagliata».

Perché di tutta la polemica scoppiata lo scorso anno, che aveva inizialmente mobilitato qualche persona di buona volontà e sollecitato qualche istituzione tra quelle che si sovrappongono in queste terre ai confini della... modenesità è rimasto un po’ poco, rispetto alle attese: «Francamente mi sono stupito che nella valle fin qui, da Cadignano a Panigale (giusto il tratto di sentiero “restored” ndr), non ci fosse alcun segnale elettromagnetico» ha detto uno dei viandanti. Per la verità è un po’ così in tutto il territorio di questo comune montano, unica terra “modenese” ad esser censita zona Mab dall'Unesco, assieme a tanti comuni reggiani e pure toscani»

L’antico tracciato modenese devia al ponte di Cadignano (nel comune di Toano), sale a Panigale e sbocca a Cerreto. Il gruppo ha fatto sosta nel bed and breakfast “Rosa Cusna”, l’unica locanda che c’è in zona, dal momento che si tratta per lo più di seconde case e che i viandanti ricordano un ostello -chiuso- a Fontanaluccia,ad un’ora di distanza. Il fatto è che la locanda (B and B, per correttezza) è pure in vendita. Lo gestisce la signora Anna, la prima a dare battaglia lo scorso anno perché venisse ripristinata l’originaria via matildica, ma oggi più sfiduciata.

A guidare la comitiva che la via originaria l’ha ravvivata c’era anche Giuseppe Sassi, che di queste situazioni ha una certa... esperienza: ha percorso con la sua bici ben cinque volte il cammino di Santiago, il primo e più famoso nella Spagna Europea.

Lo stesso sindaco di Frassinoro peraltro parla spesso di un turismo ecosostenibile, che dovrebbe essere persino più facile su un territorio di 1914 abitanti con una densità di popolazione “svedese” (1ab./22 kmq) ma che oggi - per ragioni le più diverse - fatica ancora a farsi strada.

Intanto gli inattesi pellegrini reggiani hanno rievocato i timbri delle credenziali di passo del camminatore, al pari del cammino di Compostela. Se la via frassinorese verrà segnata, lo sarà con le stesse frecce gialle ocra del primo sentiero spirituale. Non religioso, a seguire i più pignoli. Nè - per quel che riguarda la parte di Romanoro- così... materiale. —